recensione di
Danilo Ruocco
al libro Piccoli italiani (1996) di
Marco Lanzòl
inserita il 01/09/2004
Piccoli italiani di Marco Lanzòl è davvero un bel romanzo, sia per il contenuto, sia per l’aspetto linguistico. Ambientato a Roma racconta un anno d’esperienze di un gruppo di adolescenti maschi. Tra di essi spiccano le figure dei cugini Luca e Gianni e del piccolo Andrea che compirà 14 anni sul finale della storia. Lanzòl descrive minuziosamente i personaggi e alcuni oggetti, astenendosi dal descrivere gli amplessi che uniscono tra loro questi piccoli italiani: le azioni sessuali, spesso, vengono associate a composizioni di musica lirica. Per narrare la storia dei suoi piccoli protagonisti, l’autore fa uso del mistilinguismo: all’italiano mescola il romanesco sia nel discorso diretto libero, sia in quello indiretto.
Romanzo “corale”, Piccoli italiani va ricordato soprattutto per le parti narrative dedicate ai cugini Luca e Gianni che scoprono tra loro il sesso nonostante una serrata sorveglianza attuata dai «genitori-zii» e si avviano a compiere il loro ciclo di crescita con le prime esperienze eterosessuali; e ad Andrea che, invece, sembra decisamente orientato verso l’omosessualità (ammette di pensare agli uomini anche mentre si masturba), prediligendo amanti ventenni: prima Fabio (che viene arrestato in un cinema per atti osceni) e poi Nicola. La riproduzione di questo testo è vietata senza la previa approvazione dell' autore.
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