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Le recensioni più lette (dal 01/09/2010 a oggi)
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Caduta degli dei, La
| Trama:
Germania, febbraio 1933. Il Reichstag è bruciato. Nelle acciaierie Essenbeck, le più grandi tedesche, il vecchio Joachim (Albrecht Schonhals) nomina alla vicepresidenza l'ufficiale delle SA Kostantin (René Koldehoff) per ingraziarsi il nazismo che avanza sempre più.
Sophie (Ingrid Thulin), vedova del figlio di Joachim, in combutta con l'amante Friederich (Dirk Bogarde) e l'ufficiale delle SS Aschenbach (Helmut Griem), lo uccidono, facendo ricadere la colpa sul nipote progressista Herbert (Umberto Orsini), il quale è costretto a fuggire all'estero.
Il nuovo presidente dell'industria diventa così Martin von Essenbeck (Helmut Berger) il quale, succube della madre Sophie, nomina Friederich presidente. Kostantin, indispettito, ricatta allora Martin, che è attratto dalle bambine, a proposito di una bambina ebrea da lui corteggiata e poi trovata impiccata. Kostantin è però ucciso il 30 giugno 1934 durante la "notte dei lunghi coltelli", in cui le le SS sterminano le SA.
Friederich e Sophie sono ora a capo di tutto, preoccupando con la loro ambizione Aschenbach che, per asservire finalmente l'industria agli interessi nazisti, appoggia e sobilla Martin. Questi, pieno d'odio e di desiderio di rivalsa nei confronti della madre, la stupra e le dà come regalo di nozze con Friederich due fiale di cianuro. I due si uccidono, dopo un veloce, lugubre matrimonio. Le acciaierie Essenbeck ora possono sfornare le prime armi per il nazismo. |
Recensioni:
La caduta degli dei è un potente affresco della Germania all'avvento del nazismo, in cui la tragedia di una famiglia, divorata dalla sete di potere e dal sangue, simboleggia ed esemplifica la dissoluzione della società. La "caduta" è quindi lo sfacelo di una società che non distingue più il bene dal male...
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