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utente anonimo
10/09/2006
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Ciao Mauro, ho letto con molto interesse il tuo articolo dal titolo "L'omosessualità nel cinema pornografico degli anni '20". Hai
scritto cose estremamente interessanti che non conoscevo assolutamente
sul cinema così oscuro e così affascinante dei primi del '900. Ti
scrivo per sciogliere questo dubbio, non so quanto la domanda esuli dal
contenuto dell'articolo ma voglio portela lo stesso. Da come scrivi e
ripeti più volte il rapporto omosessuale nel porno degli anni '20 -
destinato tra l'altro esclusivamente ad un pubblico eterosessuale -
viene concepito come "propedeutico" al rapporto sessuale vero e
proprio ritenuto unicamente possibile con la donna; è possibile che
allora effettivamente l'omosessualità venissse vissuta in questo modo?
Ovvero, che paradossalmente per un uomo perfettamente eterosessuale non
c'era alcun problema nell'avere un rapporto sessuale (da attivo,
beninteso) con un altro uomo, per la semplice ragione che a quello non
veniva data la "dignità" di un rapporto sessuale, ma veniva visto
quasi come una sorta di masturbazione? Ciao, Andrea
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| Utente |
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Mauro Giori
10/09/2006
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Ciao Andrea,
poni una questione interessante, cui è difficile dare una risposta, per
il semplice fatto che non possiamo che fare delle ipotesi, dal momento
che le uniche certezze che abbiamo sono i film superstiti, dai quali si
ricava quel poco che ho cercato di esporre nel saggio. Per rispondere
alla tua domanda occorre allargare la prospettiva in termini più
latamente sociologici, e bisognerebbe discriminare tra caso e caso,
perché ci sono sfumature significative tra i vari paesi.
Comunque, in termini generali, posso dire questo:
1) può anche essere che il perfetto "maschio eterosessuale" (posto che
esista) non avesse problemi a fare il maiale con un maschietto, ma i
film ci dicono qualcos'altro. I film, che sono IL documento con cui
abbiamo a che fare (per quanto opere di finzione, quindi occorre essere
prudenti quando li si legge come documenti storico-sociologici),
mostrano il
bisogno di GIUSTIFICARE il rapporto, ogni rapporto, tra maschi. Se il
rapporto non è giustificato,
allora è COMMENTATO, e commentato negativamente. Quindi
la cosa non era così pacifica.
2) nella società del tempo era ancora viva l'idea che l'omosessuale
(cioè
l'omosessuale passivo effeminato, perché le due cose si equivalevano)
fosse simile alla donna e ne condividesse le caratteristiche psichiche,
comportamentali, intellettuali (inferiori a quelle dell'uomo,
ovviamente). Una convinzione di antica data e rafforzatasi molto con la medicina dell'Ottocento e l'avvento della
società borghese. Ecco perché fare l'attivo comunque non
era cosa troppo grave e svilente. In certe circostanze era
effettivamente "consentito" (in MANCANZA di donne, come dimostrazione
di virilità - un po' paradossale a pensarci bene - in funzione
punitiva, ecc.): e se occorrono delle condizioni, la cosa in sé
evidentemente non è così pacifica. La condizione implica un
giudizio e stabilisce la premessa di una repressione. Come del resto si
vede in questi stessi film. Il maschio passivo, insomma, può costituire
un sostituto accettabile della donna,
se la donna non c'è. Ma se il film è proiettato in un bordello,
ovviamente il problema cambia... Per l'eterosessuale può forse essere
uno strumento per eccitare il suo desiderio aggiungendo l'intento
ulteriore di dare prova della sua eterosessualità. Cioè, io maschio
etero vedo il film in cui c'è il maschietto gay, ne rido insieme agli altri, e
poi vado con la prostituta così dimostro a tutti che non sono così. Anche se poi magari mi sono eccitato proprio perché ho visto il
maschietto gay, ma questa è un'altra questione...
3) ... comunque importante, perché appunto in questi film si vede
qualcosa che altrove non si vedeva. Inoltre il porno mostra per sua
natura sesso "irregolare", sempre e comunque, perché sempre finalizzato
al puro piacere e mai alla procreazione. Quindi si tratta di un genere cinematografico socialmente
"di confine", che tende a sottrarsi alle regole sociali nel momento
stesso in cui, per ora almeno, mostra di accettarle. Quindi il suo
statuto è sempre ambiguo e difficile da cogliere appieno.
4) se si vuole considerare il rapporto tra maschi alla stregua di una
masturbazione (ma bada che in questi film il rapporto tra maschi non
porta mai al raggiungimento del piacere: l'eiaculazione consegue sempre
all'intervento della donna), non si risolve il problema, perché la
società del tempo per lo più considerava ancora la masturbazione una cosa grave, quanto
se non più dell'omosessualità stessa (tanto che certa medicina considerava
ancora la seconda una conseguenza della prima!: vedi quanto dicevo alla
nota 13, dove sintetizzo all'osso la questione che però è molto
complicata e importante). Ma visto quanto detto al punto precedente, il
cinema porno poteva mostrare cose che, socialmente parlando, erano
persino innominabili (come il rapporto orale: puoi immaginare qualcosa
di più banale, almeno nel mondo gay di oggi? Eppure allora era qualcosa
di impensabile. Lo stesso Freud quando vi accenna si affretta a scusarsi e a sottolineare che si tratta di qualcosa di disgustoso. Del resto anche oggi è vietato per legge in circa la
metà degli Stati Uniti - il semplice rapporto orale, dico, non solo tra
maschietti... Ma come sempre un conto è la prassi, un altro le regole
ufficiali...).
5) sul fatto poi che un uomo che, in qualsiasi frangente, fa sesso con
un altro uomo - quale che sia la giustificazione, e quale che sia la
modalità scelta e i motivi della scelta - si possa definire
"perfettamente eterosessuale" si
potrebbe disquisire a lungo... Perché il punto è - come sottolineavo
parlando del contrasto tra ciò che questi film ci raccontano e ciò che
ci mostrano - che sicuramente i maschietti "perfettamente
eterosessuali" non consideravano il rapporto con un maschio passivo
allo stesso livello di dignità di un rapporto sessuale con una donna,
né d'altronde allo stesso livello squalificante di un vero e proprio
rapporto omosessuale, ma per quanto possano raccontarccelo, se intanto
godono (scusa la brutalità dell'espressione, ma è poi questo che
vediamo in questi film), allora nessuno ci può impedire di mettere in
discussione tanto la loro invocata eterosessualità, quanto tutto
quell'apparto giustificativo messo in piedi solo per rimuovere una
realtà scomoda. E qui si torna all'idea, di molta psicanalisi, che
l'omofobia sia una forma di rimozione dell'omosessualità.
Spero di aver risposto in qualche modo, pur confuso, alla tua domanda.
Ciao, e grazie per avermi scritto
Mauro
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