Intervista a Colm Toibin

16 gennaio 2005, "Pride", n. 67, gennaio 2005

Considerato da molti il “maestro” della narrativa contemporanea, creatore di personaggi complessi, spesso caratterizzati da una vita affettiva ambigua e misteriosa, sospettato da sempre di omosessualità, come si sospetta di uno zio un po’ snob (di cui si sa, ma non si è mai sicuri), Henry James ci viene rappresentato in tutta la sua umanità e fragilità in questo straordinario libro di Colm Toibin che è insieme una ricostruzione della vita dello scrittore e un grande romanzo (The Master).

Attingendo alle numerose opere di James (alcuni titoli: Ritratto di Signora, Le bostoniane, La principessa Casamassima, Le ali della colomba, La coppa d’oro,Il giro di vite, Il carteggio Aspern), al suo epistolario (James ha scritto circa 10.000 lettere), studiando la bibliografia su James e sulla sua famiglia, Toibin ha creato un personaggio che sembra uscito da un romanzo di James stesso. Con la complicità e la sensibilità di chi conosce bene i percorsi della repressione, viene rappresentata finalmente anche l’omosessualità di Henry James, o meglio il panico dell’omosessualità che caratterizza moltissimi intellettuali della seconda metà dell’Ottocento che seguono trepidanti e attoniti il “caso Wilde”. Sulla sessualità di James, sulla sua rimozione, Toibin scrive pagine indimenticabili come quando rappresenta la notte di tortura e di sensualità passata da James giovane con l’amico Oliver Holmes nello stesso letto, o come quando descrive un’altra notte insonne, tanti anni dopo, “con l’orecchio teso” ad ascoltare il suo ospite, il giovane scultore Hendrik Andersen, l’”amato ragazzo” di alcune delle sue lettere più belle, muoversi nella camera accanto, e immaginarlo nudo, “il corpo perfetto e possente, la pelle liscia e morbida al tatto”, e restare lì, immobile, schiacciato dalla sua paura.

Scrittore di successo fin dal suo primo romanzo del 1990, amato dai lettori gay per Storia della notte e soprattutto per Il faro di Blackwater, Toibin riesce con questo libro ad avvicinarci straordinariamente all’anima di James e a cogliere quel mistero della sua arte che forse nessun critico era mai riuscito a spiegare. Nel suo breve soggiorno in Italia in occasione dell’uscita del libro, Pride lo ha intervistato.


Cosa ti ha interessato di una vita così poco “romanzesca”, come quella di Henry James?


Mi hanno affascinato l’ambiguità, il mistero di uno scrittore che ama l’alta società, la rispettabilità, ma poi è attratto da altro, che crea tanti meravigliosi personaggi femminili, ma poi si innamora di uomini e di ragazzi. E poi mi piaceva il fatto che era calvo come me e come me secondogenito in una famiglia di cinque figli. Molto di questo libro, anche se non si direbbe, è autobiografico.


Nei tuoi romanzi precedenti è in primo piano la realtà gay, rappresentata in tutta la complessità dei nostri giorni. Qui ti allontani un po’ dall’omosessualità o hai voluto rappresentarne un altro aspetto, quello della repressione, di cui James è una figura emblematica?


Io penso che il libro si possa leggere a partire dal tema gay come i miei romanzi precedenti, perché la storia della liberazione gay ha un carattere particolare, non è come la storia dei Palestinesi o come la storia dell’Irlanda. Il carattere dell’oppressione dell’omosessualità è meno chiaro e la linea che ci riporta al passato non è una linea continua, ogni tanto scompare e possiamo trovare solamente un dettaglio che ci rivela che un personaggio era gay. Un esempio è John S. Sargent, l’autore del ritratto di James riprodotto sulla copertina del mio libro. Lui è un pittore famoso per i suoi ritratti a personaggi noti, per i suoi giardini e paesaggi. Quando però vedi i suoi disegni di ragazzi, dici: “ Ma allora Sargent era gay!”. Ed è solo questo aspetto che te lo rivela all’interno di un’opera complessiva di tutt’altro genere. Il caso di Henry James è simile: egli non è andato in prigione, non ci sono stati scandali nella sua vita e però ci sono segni inequivocabili della sua omosessualità ed è stato probabilmente uno dei gay che hanno avuto più talento, dopo Shakespeare.


Il libro è ambientato negli ultimi anni dell’Ottocento quando si delinea un’altra modalità di essere omosessuale, quella di Oscar Wilde. James è uno scrittore straordinario, indaga come pochi l’animo umano, certamente più di Wilde, però Wilde ha contribuito a legittimare l’omosessualità, James no…..


Sì, questo è vero, però è importante includere Henry James nella nostra storia, perché la maggior parte degli omosessuali era come James. Wilde rappresenta piuttosto una eccezione. Il modo di essere di James riflette il sentire delle persone dell’epoca che vivevano in maniera fortissima la paura dell’omosessualità. E poi non dimentichiamo che James aveva avuto un’educazione puritana, che era un presbiteriano del New England.



Tu entri nel mondo di James fino a riprodurne lo stile, un po’ come fa Cunningham con Virginia Woolf in The Hours.. C’è qualcosa che ti accomuna a Cunningham?


Credo che si possa parlare di una tendenza che c’è da circa dieci anni a questa parte. Penso al romanzo su Dostoievskij di J. M. Coetzee, The Master of Petersburg (Il maestro di Pietroburgo, Donzelli, 1994, n.d.r.) che è un assoluto capolavoro, o anche a The Blue Flower di Penelope Fitzgerald su Novalis (Il fiore azzurro, Sellerio, 1999, n.d.r.). Io avevo cominciato a scrivere il mio primo capitolo prima che venisse pubblicato il libro di Cunningham, che è un romanzo splendido, con quell’attacco folgorante, però io non volevo giocare su più livelli come fa Cunningham, non mi interessava una parte moderna.Volevo concentrarmi tutto sulla vita di James.


Il libro racconta la storia di una persona repressa, che si nega alla vita e però ci sono nella tua narrazione momenti di grande sensualità e di erotismo, come la notte trascorsa da James con l’amico Oliver Holmes o quella con Hendrix Andersen. Cosa puoi dirmi di questo erotismo senza sesso?


E’ immaginando questi momenti della vita di James che mi sono reso conto che una storia di questo tipo poteva essere più interessante di una storia con tanto sesso. Dieci anni fa era diverso, c’era bisogno di rappresentare il sesso, tutto il Novecento letterario, da Laurence in poi, è stata una lotta per una più libera rappresentazione della sessualità, ma ora penso che la situazione sia cambiata e che scene come queste che ricordi del mio libro possono essere più forti e drammatiche di una grande scopata.

E’ stata una scelta deliberata, concentrarmi su momenti in cui sembra che la cosa possa accadere e poi non accade…..


Quanto c’è di documentato e quanto di fiction nella tua ricostruzione della vita di James?


Le cose che racconto di James sono vere e documentate, ma ho concentrato la narrazione in cinque anni, facendo ricorso a flash-back, anticipando qualche episodio. Solo qualche personaggio minore, come il domestico Hammond, è inventato.


I lettori gay hanno amato moltissimo Il faro di Blackwater.Pensi che questo libro possa avere lo stesso impatto su di loro?



Non lo so. Ogni libro è diverso, certo in questo non ci sono abbastanza cazzi, però bisogna tener presente che anche il pubblico gay non è monolitico e ci sono vari tipi di lettori. Certo sarebbe bellissimo se molti gay, tornati dalle discoteche e dai bar, dopo una notte di sesso e di droga, si mettessero a leggere il mio libro su Henry James. Sarebbe davvero una bella cosa: “sesso, droga e Henry James”……ma credo sia improbabile…….



Quanto è importante la letteratura in un discorso di liberazione gay?


E’ molto importante come è importante la letteratura femminile per le donne. E’ come guardarsi allo specchio e finalmente ritrovarsi, riconoscersi. La situazione gay è simile a quella femminile, solo che noi non abbiamo testi teorici di riferimento come sono stati per le donne certi libri di Germaine Greer o di Simone de Beauvoir. Nell’ambito gay più della teoria è stata importante la letteratura (romanzi, poesie e teatro) e le biografie, importantissime per la riscoperta del passato….


Ogni tuo romanzo è totalmente diverso dal precedente. Cosa dobbiamo aspettarci ora?



Sto scrivendo un libro di racconti sul rapporto tra madri e figli.


Un ritorno a temi centrali della tua narrativa, la famiglia e la madre?


Sì, la famiglia è molto importante per me. Qui un po’ meno. La madre è un po’ come un’ombra. Lui, James, riesce a scappare dalla madre, invece sì, nei miei romanzi precedenti è una figura centrale.


A che punto è la possibilità di una famiglia gay in Irlanda?


In Irlanda stiamo vivendo una vera e propria crisi istituzionale a causa di due lesbiche che si sono sposate in Canada e l’arcivescovo cattolico di Dublino, amico del papa e di Ratzinger, ha detto per la prima volta che per lui una legge sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso sarebbe un bene. Io propongo di canonizzarlo….


Quindi c’è una possibilità che si approvi presto una legge?


Al momento le prospettive non sono proprio rosee e spesso pare proprio che le persone manifestino il peggio di sé, come in America con l’elezione di Busch, ma sarà l’integrazione europea che inevitabilmente porterà al matrimonio gay.


Tu sei pronto per il matrimonio?


E’ difficile. Sono troppo irresponsabile….ma i regali di nozze… un bel vestito bianco….e l’idea di una prima notte di matrimonio per poter perdere la verginità….sono cose che hanno il loro fascino…
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