Franco Buffoni: dialogo con l'autore di Zamel

19 ottobre 2009

Franco Buffoni scrive Zamel, romanzo "saggio" sulla storia di un omocidio avvenuta realmente e ambientata in Tunisia. Un'occasione tragica induce a riflettere e analizzare la situazione attuale in Italia del movimento lgbt, gli stadi vario di autocoscienza e le modalità di vita del proprio orientamento sessuale. Da Pier Pour Hom, libreria molto fornita nel cuore di Milano, lo abbiamo intervistato in occasione di una sua presentazione, molto partecipata, del suo libro. L'intervista è stata occasione per moderare l'incontro. La domanda che lega le vicende della narrazione è la seguente: cosa vuol dire essere Zamel e cosa vuol dire essere gay?


- Esordisci come poeta nel 1978 con Paragone presentato da Giovanni Raboni Franco Buffoni (Gallarate 1948), vive a Roma. Esordisce come poeta nel 1978 su Paragone presentato da Giovanni Raboni. Quale è la poetica che incide nel messaggio che fino a oggi sei andato a rappresentare attraverso questa forma letteraria?


Il messaggio che esprimo tramite la poesia è sottile. Ultimo libro in questo ambito è stato edito da Donzelli, "Noi e loro". E' un'opera non diversa da Zamel. Ho scritto questo ultimo nel periodo in cui abitavo nel Maghreb. Nella poesia tutto è più acuminato. Occorre maggiore sforzo nell'entrare nel linguaggio poetico. Un libro come Zamel è più generalista. Le tematiche rappresentate sono quelle riguardanti il coming out nei primi anni 90. Ho scritto anche "Suora carmelitana e 8 racconti". Anche della poesia ho fatto un veicolo. Focault attraverso le sue opere ha voluto insegnare ed esprimere messaggi anche agli eterosessuali. Occorre nel messaggio passare dall'idealismo essenzialistico, ossia domandarsi che cos'è l'omosessualità, al fenomeno logico descrittivo, ossia descrivere com'è l'omosessualità.


- L'eclettismo nei generi e nell'arte letteraria è la parte precipua del tuo impegno culturale di scrittore. Da sempre scrivi opere di prosa e saggi. Da ultimo ricordiamo nell'ambito narrativo Zamel, uscito l'anno scorso. Da una parte si evidenzia il "notre nello scrivere", una semplicità espressiva e una sobrietà. Dall'altra si evince, come descrive Valerio Magrelli, la complessità del testo, anche dal punto di vista contenutistico. Quale è l'idea del romanzo?


La mia produzione vede opere di poesia, di saggistica, di narrativa e di teatro. La poesia e la saggistica copronon, però, la gran parte di essa. Ho scritto tre libri di narrativa negli ultimi tre anni. "Più luce padre", "Reperto 74", che sono dei racconti, e ora Zamel. Ma Zamel è un romanzo? Nasce come saggistica, breve storia della cultura queer nell'occidente. Il soggetto verte su un fatto accaduto nel febbraio 2006. Il saggio è diviso in 10 capitoli. Pensavo a una struttura di questo calibro prima che avvenisse il delitto, che ha visto come vittima il mio vicino di casa nel mio soggiorno nel Maghreb. Nell'opera lui riveste il ruolo di un architetto, seppure fosse nella realtà un dirigente della General Motors. A questo punto la cornice tipica di una struttura narrativa della tradizione italiana era nata. Il materiale raccolto è stato da me inserito nella cornice sotto forma di dialogo. Possiamo definire Zamel un romanzo a forte contenuto saggistico, oppure un saggio narrativo. L'editore l'ha promosso come un romanzo. Esiste un delitto e opera un flash back. Dedalus ha posto Zamel nella classifica di romanzo di qualità, insieme al libro di Walter Siti sullo Yemen. Il tutto è stato posto nella sezione "Altre scritture".


- Ricordiamo anche "Più luce, padre" dove si affrontano tematiche quali la guerra, la religione e l'omosessualità, definendosi "epistolario filosofico". E' giusta questa definizione?


"Più luce padre" è del 2005 ed esce "Guerra" con Mondadori come controcanto in prosa. Stessa cosa con "Noi e loro" a riguardo di Zamel. Le terminologie di Zinelli su Più luce padre descrivono l'opera come un "making off di Guerra", così come Zamel può definirsi un "making off di Noi e Loro.


- Con il testo a fronte: un saggio sul tradurre e sull'essere tradotti testimonia la pluralità e la completezza della tua formazione letteraria. Così come Perché era nato Lord. Studi sul romanticismo inglese riguardo all'analisi della letteratura e degli stili. Che cosa significa oggi scrivere un saggio di letteratura? Cosa significa oggi fare letteratura?


Insegno letteratura comparata, in particolare e precisamente Teoria e storia della traduzione. "Testo a fronte" edito da Markos riguarda la teoria letteraria concernente la traduzione, disciplina studiata in ambito accademico. E' un libro che raccoglie articoli scritti sul tema, ossia la traduzione di opere poetiche, dove occorre riflettere sul tradurre e sugli autori.

Fare letteratura per me significa maggiormente impegno civile. E' un impegno apprezzato. Chiaramente ho visto diverse e tante porte chiuse dopo essermi impegnato. Ma ho visto anche aprirsi molte finestre nel mondo giovanile. Ho un mio sito, dove poter inviare e scrivere messaggi, ricevendone molti, così come tanti post di ringraziamenti. Cerco di congiungere l'impegno civile con le capacità letterarie. La finalità estetica in letteratura è elemento fondamentale. Zamel è letteratura in quanto lo stile non è sciatto. L'opera è certamente fruibile come opera di letteratura. Esiste una componente di arte estetica. La sostanza riguarda un messaggio civile, di impegno civile, unica cosa di cui mi interesso quando scrivo. Lavoro sul mio blog, su Nazione indiana, spazio letterario dove ho carta bianca come redattore di tematiche lgbt, dove esprimo il mio amore per l'ateismo. Registro complessivamente per la mia attività 11000 contatti, il mio sito vede 150 contatti al giorno per un totale in media di 3500 al mese.


- Fortemente attuale per la lettura delle prospettive del movimento lgbt, così come per la storia dello stesso, risulta Zamel. Il confronto tra chi vive l'omosessualità della fase uno, ossia il godere il lato sessuale senza impegnarsi per i diritti civili, e chi vive l'omosessualità della fase due, ossia autoaffermarsi omosessuali e propendere per l'emancipazione. In che fase si trova oggi il Movimento e quali dovrebbero essere le sue prospettive?


Stando in Italia mantengo contatti con la Gran Bretagna, dove possiamo, utilizzando un termine ripreso in Zamel, dirci essere alla fase 3 dell'introiettamento dell'omosessualità nella società. Forte analogia tra quello che attualmente in Italia vediamo verificarsi e la vita che si presentava a Londra negli anni 70. Oggi in Italia ci sono persone di mezza età che escono nel coming out, da definirsi come periodo di passaggio. In ottica europea in Italia ci troviamo in una fase che è decisamente alle spalle di quella francese, ma davanti a quella polacca o russa, dove reprimono i manifestanti durante le manifestazioni dei pride. Legislativamente non possiamo che definirci in una pessima fase. Ho una lettura completa della storia del movimento e delle sue fasi. Frequento nei primi anni 70 l'amico Mario Mieli, suicidatosi nel 1983. Tutt'ora frequento a Roma il circolo Mario Mieli, dove ho sempre trovato molta gentilezza e disponibilità.

- In Noi e loro scrivi nella nota conclusiva "Decisi di contrapporli INSIEME alla "funzionalità" del maschio occidentale eterosessuale. Funzionalità a un sistema che - negando in lui l'extracomunitario e l'omosessuale - giunge a negare in lui l'essere umano". Diventa caratterizzante un elemento di conflittualità interna al mondo iperliberista, così come viene messo in scena in alcune opere teatrali del Teatro dell'Oppresso. Esiste questa consapevolezza nella comunità gay oggi? Quali possono essere le forme di "contrapposizione" verso un'emancipazione sociale e civile di "anelli deboli" di questa società eterosessista? Come si manifesta il maschilismo oggi e quale nesso esiste tra quest'ultimo e il potere nelle sue varie forme?


Siamo in un periodo dove vediamo i colpi di coda del maschilismo. Sono, queste, manifestazioni più nocive, più feroci. E' presente un premier, Berlusconi, da definire come "puttaniere" e parla di donne e gay in modo offensivo. E', questa, un'anomalia rispetto a figure come quelle di presidenti francesi, premier inglesi o capi gi governo tedeschi. Berlusconi culturalmente è sotto la media del maschio italiano. Penso che in questo panorama avremo ancora un eteropatriarcato derivato anche da modelli immigratori, come insegna il caso di Pordenone. Abbiamo come fenomeno un certo eterosessismo importato. Questo modello non converge col machismo leghista, è diverso. Infine troviamo un ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, che provvede a togliere sul sito ufficiale del ministero la sezione, impostata dal Governo Prodi, dedicata a tematiche lgbt. La situazione governativa è decisamente punitiva. Vedremo comunque dei cambiamenti: un necessario adeguamento, per esempio, del legislatore con le richieste e le direttive europee in materia di diritti e di estensione delle opportunità.


- Quali sono i prossimi lavori a cui stai lavorando? In che filone letterario si inseriscono?


Sto lavorando a "Roma", che sarà editato da Guanda e uscirà a novembre. Abbiamo un excursus completo sulla poesia dagli anni 30 con Penna, per arrivare a Pasolini. Nel prossimo anno e mezzo concluderò un nuovo romanzo sugli anni 70 e il tema della maturazione sessuale e del coming.


- Che cosa suggerisci a chi oggi milita attivamente nel movimento? Un ritorno alla cultura e della conoscenza dei testi e delle opere di tematica aiuterebbe la comunità a crescere nella propria affermazione?


Si in assoluto. Molti giovani leggendo Zamel hanno imparato tante cose riguardanti la cultura lgbt. E' importante leggere libri, lavorare sulla rete e nella rete. E' fondamentale apprendere notizie, scaricare molti dati, documenti. Ho cercato attraverso il libro di dare e impartire delle coordinate, abbiamo nutrite bibliografie alla fine dell'opera. Tutto questo è stato fatto di proposito in quanto i titoli ci sono e devono essere conosciuti, considerati. Sono lì per essere letti.

Esiste questo dato di fondo, ossia se tu nasci gay nasci solo, almeno nei primi decenni della tua vita. Se nasci ebreo, per esempio, nasci comunque consapevole della tua identità, in quanto esiste un contesto che ti protegge, una storia, un percorso. Tu gay questo contesto difficilmente riesci a trovarlo immediatamente. Occorre pertanto riflettere e pensare. Il problema è quello di essere gay e vivere in un reale difficile e ostico.


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