Libero da tutti

intervista a Biagio Arixi

Biagio Arixi racconta l'amore punto e basta. Gli ultimi libri sono appartenenti alla cosiddetta trilogia scarlatta, in attesa di completamento. Stiamo parlando di Figlio di vescovo e di Pensieri scarlatti. Biagio è anche poeta. Nasce in Sardegna, terra che ama e che racconta spesso con la stessa veridicità e spontaneità con cui esprime i propri sentimenti e la propria omosessualità. Lo abbiamo intervistato da Pier Pour Hom, libreria lgbt milanese, il giorno della presentazione molto partecipata ai suoi due romanzi, uno dei quali ripubblicazione del primo successo letterario.


Figlio di vescovo è alla sua seconda pubblicazione con Croce Editore, dopo un ottimo successo avutosi nel 1989 alla sua prima uscita. Il vescovo protagonista viene descritto con le proprie contraddizioni in una intrepida ingordigia all'accumulo di ricchezze e di potere. Come presenteresti la tua opera? E' semplicistico considerarla un romanzo anticlericale?

E' un romanzo d'amore. Un uomo solo, indipendentemente dal fatto che ricopra la carica di prete e di vescovo, avverte l'esigenza di un figlio come elemento importante per la sua vita, per l'amore. Il romanzo mette in discussione il fatto e l'assioma secondo cui un vescovo non possa avere una famiglia, più che essere un'opera contro il clero.



Parli della scrittura come "bisogno interiore" e che, "spinto dalla genuinità e dalla spontaneità", racconti dell'Amore "punto e basta". Cosa intendi per bisogno interiore e, soprattutto, cosa intendi per amore come "sentimento universale che non guarda al sesso e alla religione"?

Ciascuno di noi indipendentemente dalle cariche che si ricoprono avverte il bisogno di avere una famiglia. Chi può capire la tua interiorità? L'interiorità non si comprende per abitudine ma devi cercarla. La linfa proviene dalla situazione in cui c'è il succo vitale. La linfa si trova nella persona in cui si sente una ricerca interiore fatta di erotismo, di uno sguardo, di un contatto fisico: alla fine è sempre quello che conta.



Peccati scarlatti è un romanzo avvincente che si fonda sui sette peccati capitali e che descrive un mondo " avido e corrotto, di frati conventuali, alti prelati, nobiltà nera romana e vescovi ortodossi". E' un romanzo che possiamo definire attuale? Si può parlare di Peccati scarlatti come opera che denuncia le contraddizioni dell'essere?

Si in un momento in cui gli scandali hanno sommerso il mondo. Vediamo la politica essere scesa ai livelli più bassi. Le tematiche sono molto attuali. Il tutto è descritto con la lingua omosessuale: oggi si rivede ciò che si sapeva. Le questioni sono esplose in quanto riguardano casi noti. Ma tutto questo accadeva da sempre: ricordo qui a Milano come in viale Ronzoni si poteva assistere ai fatti più variegati. Le questioni di cui tratto e che oggi sono presenti nelle cronache interessavano sia l'uomo politico importante sia l'uomo di strada.



Sempre di amore come sentimento universale, come nella composizione "Quando" pubblicata nella raccolta Amore e libertà, si parla nelle tue poesie. Le tue opere poetiche non sono, però, solamente esercizio lirico ed estetico, ma comprendono anche un impegno civile. Come tradurre questo impegno attraverso l'arte poetica?

Pubblico poesia dal 77. Sono sempre stato un autore che ha detto quello che voleva dire, senza appartenere a nessun clan. Ho detto quel che pensavo. I cattivi editori di solito erano dei censori: avevano paura di chi diceva quel che pensava. Ho sempre espresso la mia contrarietà alla Televisione, a chi fa programmi televisivi per propri interessi. Esiste chi critica la poesia scritta da un uomo per un altro uomo accettando, invece, i programmi condotti da una De Filippi, che sono vere e proprie induzioni alla prostituzione. C'è chi tramite questo comportamento nasconde ambiguità e avidità, soprattutto tra gli intellettuali. Un esempio proviene da chi criticava Dario Bellezza. Tutti dicevano che era una iena, ma trovandolo per caso, in una libreria dove presentavo una mia opera, lui capì subito che ero onesto e mi difese, mi consigliò che la società letteraria non mi avrebbe dato il lascia passare che avrebbe dovuto garantirmi in quanto autore. Tutto questo sarebbe accaduto per semplice ipocrisia. In molti esiste un uso cattivo della parola e della poesia strumentalizzando questioni private: da una Merini che ha utilizzato un cattivo uso della poesia proponendo la propria lucidità della follia, all'amante di Eugenio Montale che ha usato questa situazione. Io ho dovuto fare la trafila del principiante perché scrivevo cose che facevano paura. Amore e libertà è una poesia che tratta la storia di un trans e delle relazioni sociali. Scrissi anche della guerra tanti anni fa, anche questo tema attuale. Le relazioni sociali nella coscienza degli uomini non cambiano: noi lotteremo ripetendo sempre le stesse cose, mentre gli altri non le intenderanno se non per farne un uso di contrasto con noi stessi. Io non mi sono mai nascosto. Ho raccontato ciò che vedevo. Sono sempre stato omosessuale convinto. Tutto dipende sempre da come la persona si propone: se avviene in modo smodato o perverso non porta a una vita vera di affetti. Occorre molta sobrietà. I diritti sono diritti e non sono leggine che servono per mettersi in vista. La lotta da condurre è profonda, vera, ed è la base da cui costruire la scultura da innalzare.



Dario Bellezza ha affermato:"Biagio Arixi è il più grande poeta italiano esistente". Che cosa significa oggi fare poesia e quale dovrebbe essere la sua funzione in un momento di estrema difficoltà per questo genere letterario?

Chi ha dentro la poesia è sempre disponibile a innalzarla: la poesia non è una regola dotta di studi. La poesia è fatta di spontaneità, di espressione che racconta la verità. Non è semplice e dotta composizione fatta con endecasillabi. Ciò che viene dal cuore è comprensibile. Esistono ancora poeti amati che diventano eterni. Questi poeti non sono donne ma sono uomini. La poesia non è al femminile come si dice, ma è al maschile. Coloro che hanno detto la verità hanno trasmesso il canto poetico.



Nonostante il tuo impegno nel mondo della moda come "public relation" hai sempre trovato il tempo per ritornare alla tua ode e alla tua attività artistica: ricordiamo che nei primi anni 80 diventi direttore artistico di un festival di spettacolo Sa ferula a Cagliari, segnando il carattere eclettico a tutto tondo del tuo impegno artistico. L'impegno lavorativo ha avuto una funzione nella formazione letteraria?

Sa ferula era un grande programma sardo. C'erano invitati di eccezione: da Irene Papas a Roberto Benigni, da Ledda a Omero Antonutti, attore protagonista nel film Padre padrone. Era uno spettacolo gratuito. Ha avuto una funzione di libertà. Ho avuto il lusso di avere sempre ciò che gli altri poeti chiedevano. Ho vissuto col mio lavoro. Mi è capitato di andare alla Garzanti: sono stato squadrato e mi dissero che non avevo bisogno di pubblicare solo perché non avevo i pantaloni rattoppati come i poeti della generazione degli anni 70. Non ho mai avuto nessuna imposizione.



Oggi il Movimento lgbt in italia vive un momento di trasformazione molto importante: un necessario sviluppo deve rendere le istanze dei diritti come parti integranti di un'attività politica. Quale è il tuo impegno a riguardo e come la letteratura può garantire un aiuto in questa direzione?

Liberi tutti è uno slogan accettato. E' necessario che ci sia un incitamento a mettere in atto lo slogan. Nel Movimento esiste anche chi brama il potere e mira a una propria visibilità: gli schemi sono sempre gli stessi. Nei giornali tematici vedi una continua lotta fatta da chi vuole diventare il capo. Liberi tutti: applico questo slogan con la letteratura. Un religioso deve essere libero di professare la propria confessione senza avere in mente il peccato. Mettere la veste di omosessuale non arreca fastidio se viene fatto con candore. Sono le stravaganze a farti diverso. È un handicap. Io vedo l'integrazione essere già avvenuta in politica, nella Chiesa, dove ci sono molti gay. Siamo dovunque. Importante è trovare la forza di unirsi: la vittoria avverrà se non ci si disperde.



Come consideri il futuro del movimento ed è importante e focale lo sviluppo culturale per l'affermazione di un'identità?

Ogni passo che accelera la cultura avviene in base al luogo in cui nasci e in cui vivi. Biagio è libero di essere omosessuale perché lavora nel mondo della moda. Difficile sarebbe per un operaio della FIAT, dove verrebbe, invece, bistrattato. La cultura ti aiuta a inseguire i percorsi idonei per avere serenità e pacatezza d'animo. E' difficile che questo avvenga in una fabbrica o in un negozio diretto da un despota. Occorrono altri mezzi. Un capo del governo che dice di non volere gay nel proprio governo quando vede due ministri che si baciano nel salutarsi è un fatto vergognoso e deleterio.



Hai altre opere nel cassetto? Si parla di conclusione del trittico "scarlatto"

La prossima pubblicazione si intitolerà Il riflesso e chiude, appunto, la trilogia scarlatta. E' la storia tragica di un uomo che, dopo la vedovanza, si rivela attraverso un outing. Il protagonista parlerà della sua adolescenza raccontando quello che sentiva veramente. E' la storia di un amore fatale finchè verrà scoperta con sofferenza un'attrazione per la gioventù in minore età: questo dimostra il senso di mancanza d'amore per un figlio suo. Questo bisogno verrà svelato quando riceverà un premio per la carriera. I temi trattati risultano essere più forti: viene descritta anche una coppia omogenitoriale lesbica. Dopo questa opera cambierò genere e tratterò di donne sfortunate in amore.

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