A qualcuno piace caldo

12 luglio 2005, "A qualcuno piace gay" (La libreria di Babilonia, 1995)

La battuta finale di questo celeberrimo film è una delle più famose della storia del cinema: a Jerry che gli dice: "Non capisci proprio niente, Osgood, sono un uomo!", il divertito miliardario risponde sornione "Nessuno è perfetto...".

E' l'acme a sorpresa (ma fino ad un certo punto, visto che Jerry/Lemmon più di una volta palesa di essere effettivamente stato conquistato, al di là del denaro, dal maturo miliardario) di un film divertentissimo. Il travestimento dei due uomini - ossia uno dei più collaudati mezzi per scatenare il riso - è, assieme all'irresistibile sex appeal di Marylin Monroe, uno dei punti di forza di una commedia farsesca, basata su un perfetto e lucido congegno narrativo, una scoppiettante sceneggiatura ed un accumulo di riuscitissime gag.

Non è certo il primo caso di film en travesti, un genere praticamente nato col cinema e che ha visto cimentati molti grandi attori (Charlot, Fatty Arbuckle, Harold Lloyd, Stanlio e Ollio e addirittura Bugs Bunny), ma è il primo di lungo respiro, in cui il travestimento è il cardine del plot ed occupa quasi l'intera lunghezza del film. Inoltre, le gag quasi mai sfruttano i più triti luoghi comuni o la goffaggine dei personaggi nelle loro nuove vesti (anzi, quando uscì molti critici notarono maliziosamente come Lemmon avesse recitato la parte con troppo gusto...). Le gag più spiritose invece nascono, oltre che dall'impagabile ingenuità di Sugar, da situazioni ad incastro (Joe miliardario è un uomo travestito da donna e poi ancora da uomo), da allusioni maliziose o da situazioni vissute senza inibizioni, come il caso limite di Jerry che scopre finalmente vicino ad Osgood una parte di sé che forse non conosceva.

In realtà, l'intera commedia si regge su un'ambiguità di fondo che acquista consistenza quanto più i due protagonisti perdono la loro identità, in un gioco divertito e volutamente confuso: si pensi alle molte volte in cui i due sono vestiti solo in parte da donna, sbagliandosi con le voci e con gli atteggiamenti o, meglio, quando Joe per conquistare Sugar si mostra impotente e un po' effeminato e va all'appuntamento dimenticandosi di togliere gli orecchini. Un' ambiguità che rende più che mai il film un assoluto capolavoro nel suo genere.

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