Spartacus

21 agosto 2005

Per quanto rimanga uno dei migliori esiti del kolossal storico hollywoodiano, Spartacus è stato rinnegato dal suo autore per non averlo potuto realizzare secondo la propria visione ed è rimasto celebre nella storia del cinema come il film della discordia tra Kubrick e Hollywood. Kubrick si trasferì poi in Gran Bretagna, dove avrebbe realizzato tutti i suoi film successivi, da Lolita (1962) fino a Eyes Wide Shut (1999), ambientato a New York ma girato in studio vicino a Londra.


Spartacus è uno degli ultimi film di Hollywood ad essere stato sforbiciato dalla censura nel momento in cui ha cercato di accennare all'omosessualità. L'anno dopo la sua uscita, infatti, il Codice Hays sarebbe stato riformato in modo da permettere la trattazione dell'argomento, a certe condizioni. Una sequenza come quella in cui Crasso cerca di sedurre Antonino non avrebbe più suscitato le ire dei censori.

Si tratta di una sequenza estremamente significativa per comprendere il livello di paranoia di Hollywood nei confronti dell'argomento. Le allusioni sono infatti indirette e persino un po' risibili, ma più che sufficienti a far drizzare i capelli dei censori.


Il dialogo è celebre: Crasso (Laurence Olivier), nobile romano, generale e senatore, accenna un tentativo di seduzione in chiave culinaria nei confronti dello schiavo Antonino (Tony Curtis), per concludere che a lui piacciono sia le ostriche che le lumache, e che non c'è niente di immorale in questo. L'insistenza sulla questione della moralità in questa scena voluta dallo sceneggiatore Dalton Trumbo (nel romanzo cui il film è ispirato non c'era) risulta piuttosto ambigua: non si capisce se Trumbo stesse pensando più al pubblico americano del 1960 che all'antica Roma, o se volesse sottolineare piuttosto l'immoralità decadente dei costumi romani, secondo un cliché pseudostorico di vecchia data.

Comunque Antonino non può che assecondare il padrone, per quanto la sua perplessità sia crescente e ci tenga a sottolineare che a lui le lumache non piacciono. Il tutto mentre Antonino olia e lava Crasso nella vasca di casa, dietro una tenda che filtra la scena accrescendone i sottintesi sensuali.

Uscito dalla vasca, Crasso continua la sua opera di seduzione, lanciandosi in una parallela celebrazione della grandezza di Roma, della quale approfitta Antonino per fuggire dalla villa e unirsi agli schiavi ribelli. Fuga quindi intesa a evitare di dover fare da lumaca per Crasso.


Già nel 1958 i censori, dopo l'analisi preliminare della sceneggiatura, presero a lamentarsi per tutta questa scena: "Sembra esserci una sottile allusione che Crasso è molto probabilmente un pervertito sessuale. Non potremo approvare una allusione del genere viste le richieste del Codice". L'anticipo è prudente ("sembra esserci..."), ma l'analisi particolareggiata della scena non lascia dubbi sul fatto che era stato colto tutto quello che c'era da cogliere:

85. Il dialogo di questa pagina suggerisce chiaramente che Crasso è attratto sessualmente da donne e uomini. Questa inclinazione dovrebbe essere completamente rimossa. Ogni suggerimento che Crasso prova attrazione per Antonino dovrà essere evitato.

86. Il soggetto della perversione sessuale sembra continui in questa scena. Specificamente, notiamo Crasso appoggiare la sua mano sul ragazzo e la reazione del ragazzo al suo gesto.

87. La ragione della furibonda fuga di Antonino dovrebbe essere un'altra rispetto al fatto che è disgustato dall'approccio allusivo di Crasso.


Kubrick girò comunque la scena, ma non avendo controllo sulle decisioni finali (questo fu il motivo principale della sua rottura con Hollywood) non poté evitare che la sequenza, come promesso dai censori, fosse tagliata dopo le prime proiezioni (rendendo per altro incomprensibile la fuga improvvisa di Antonino).


Di Spartacus sono poi girate non meno di cinque versioni con quattro diversi finali e durate variabili dai 202 minuti del primo montaggio ai 161 della riedizione del 1967. Si devono poi aggiungere i tagli ulteriori delle varie censure nazionali (in Italia, ad esempio, furono imposti tre ulteriori tagli su altre scene sessualmente allusive, relative però alle "ostriche", non più alle "lumache").


La sequenza incriminata è stata reinserita nel film dopo il restauro del 1991. Non essendo stato possibile recuperare il sonoro originale, Tony Curtis si è ridoppiato, mentre Olivier, che era morto nel 1989, è stato ridoppiato da Anthony Hopkins.

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