Strong enough

2 settembre 2013, La Gaya Scienza

"Strong enough", uno dei grandi successi di Cher, fu pubblicato nel 1988, quando la creazione d'un videoclip non era ancora giudicata "indispensabile". E infatti ne fece a meno.
Visto però che la canzone, inaspettatamente, era diventata un motivetto di "culto" e durava negli anni, nel 1999 Nigel Dick ovviò alla mancanza dirigendo un video per così dire "postumo", nel quale Cher appare nel ruolo incredibilmente trash d'un... virus informatico che impesta schermi di computer e televisori, attirando gli astanti con la sua "magnetica" presenza.
Il video è assolutamente mediocre, pura routine, e non aggiunge una virgola allo status di questa canzone: è stato girato tanto per poter dire che era stato girato.

Oltre a ciò, per quanto riguarda il nostro argomento, nulla nel testo della canzone ha a che vedere con l'omosessualità. Tuttavia il regista ha ritenuto suo dovere, quale segno dei tempi, includere fra le persone affascinate davanti agli schermi televisivi una coppia di straficosissime lipstick lesbians, ossia donne lesbiche vestite e truccate da "donne oggetto" desiderose di suscitare il desiderio sessuale dei... maschi eterosessuali.
Dubitando però della capacità dei suoi spettatori diversamente intelligenti di riconoscere i segnali che indicavano che le due erano lipstick lesbians, per la fortuna degli spettatori più giovani di oggi che non sarebbero più capaci di riconoscere questa figura (mitica al pari degli unicorni e delle sfingi), il regista ha pensato bene d'inserire in conclusione un'inquadratura delle due signorine mentre si tengono per mano. Ovviamente le due non si guardano a vicenda, ma guardano lo spettatore, a conferma del fatto che sono nate per la fantasia dei maschi eterosessuali, non per quella delle donne lesbiche.

L'inserimento di questa coppia è narrativamente priva di qualsiasi necessità, e nella sua gratuità segnala semplicemente il desiderio di sfruttare commercialmente la tematica lesbica, ma senza farlo con il piglio trasgressivo di altre "colleghe" di Cher, quali Madonna o Bjork.
Una trasgressione "per famiglie", insomma, che se fosse apparsa in un videoclip italiano sarebbe stata adatta a Toto Cotugno o ad Al Bano.

Risultato: un clip assolutamente dimenticabile.
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