Voluptuous panic

23 settembre 2010

Tra la fine della prima guerra mondiale e l'avvento dei nazisti nel 1933, durante la cosiddetta repubblica di Weimar, Berlino divenne, insieme a Parigi e Londra, il centro della vita artistica e mondana europea. Questo saggio-libro fotografico, scritto da Mel Gordon, docente di storia del teatro presso l'università di Berkeley, ricostruisce minuziosamente tutti gli aspetti della vita notturna,mondana e sessuale di una Berlino impoverita dopo la sconfitta tedesca del primo conflitto mondiale,ma fucina di avanguardie artistiche,movimenti per la liberazione sessuale e locali notturni per ogni gusto e di ogni genere.

Il libro è diviso per capitoli, ognuno dei quali tratta, attraverso un ampio apparato iconografico e fotografico, un aspetto diverso della vita notturna e sessuale nella Berlino tra le due guerre.

Ampio spazio è dato alla vita omosessuale della città, sia per quanto concerne i locali e i luoghi di ritrovo per soli uomini, che quelli per donne o amanti del travestitismo.

E' infatti proprio negli anni 20 del XXesimo secolo che Berlino diventa la vetrina più evidente dei risultati ottenuti in materia di libertà individuali dai primi movimenti di liberazione omosessuale,ma anche sessuale tout court. Sebbene infatti vigesse ancora il famigerato codice 175, che puniva i rapporti omosessuali con il carcere e che verrà poi utilizzato dai nazisti per poter incarcerare e deportare migliaia di omosessuali,questo veniva applicato con sempre minor frequenza,grazie anche alle numerose campagne per abolirlo promosse da fine 800 da figure quali Magnus Hirschfeld (Kolberg, 14 maggio 1868 - Nizza, 14 maggio 1935) e l avvocato e scrittore Kurt Hiller (1885 Berlino; 1972 Amburgo), il primo dei quali, sessuologo e pioniere dei movimenti di liberazione omosessuale, aveva fondato nel 1919 a Berlino l' Institut für Sexualwissenschaft ,dove poter condurre i propri studi e battaglie in materia sessuale, e in cui aveva creato un vero e proprio museo della sessualità, con annessa fornitissima biblioteca, purtroppo completamente distrutta da un raid nazista nel 1933. A fianco di queste due figure pionieristiche si muovono altri personaggi, quali Adolf Brand e Friedrich Radszuweit, entrambi editori, che crearono decine di pubblicazioni, sia come riviste che come libri, rivolte esplicitamente ad un pubblico omosessuale.

"Die Freundschaft", "Die Insel", "Der Eigene" sono solo alcune delle riviste omofile da loro pubblicate, in cui, specie nel caso di Adolf Brand, vi è una forte esaltazione dell'estetica del corpo maschile anche attraverso illustrazioni e fotografie tra cui alcune di Von Gloeden e Plutschow. Estetica, intendiamoci, del corpo maschile ariano, cosa che porrà Adolf Brand in quella cerchia di movimenti per la liberazione del corpo affiancabile in certo modo ad alcuni ideali virilizzanti tipici del nazionalsocialismo di stampo nazista; nonostante ciò le sue pubblicazioni, con l'accusa di diffondere l'omosessualità tra i giovani, saranno interrotte dopo la salita al potere di Hitler, e finì per morire dimenticato durante un bombardamento alleato su Berlino nel 1945.

Ma l 'aspetto interessante di questo libro, a mio avviso, è il parlare con dovizia di particolari degli aspetti meno descritti nei vari saggi di storia lgbt, e cioè quello che avveniva nei vari luoghi d' incontro per soli uomini o sole donne, le mode, gli aspetti piacevoli ma anche più squallidi del sottobosco omosessuale Berlinese.

E, a finire, un'interessantissima guida, con tanto di cartina, ai luoghi di ritrovo descritti nel libro, utile per ogni storico sull'argomento ma anche per ogni viaggiatore curioso.

Insomma, a mio avviso, un libro da leggere e, magari, da pubblicare anche in Italia.

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