L'amorale, degli Zen Circus (2011)

Davvero strano questo clip, che tanto per cambiare introduce una volta ancora la tematica gay in una canzone nel cui testo non ne appariva traccia.

Il brano, che per accrescere l'effetto straniante s'è divorato a mo' di ritornello la canzoncina infantile "Giro giro tondo, casca il mondo", affronta un tema tutt'altro che infantile: l'immoralità della morale dei fanatici religiosi. I quali sono ciechi a tutto il vero Male che esiste nel mondo, e capaci solo di scandalizzarsi per ciò che invece dovrebbe riguardare solo le scelte private delle persone. E se Dio esiste e permette tutto questo, allora è un amorale:

"Hai preso un appuntamento con l'Eterno

e il Bene ha fatto della Terra questo inferno.

(...)
Dio non esiste, per me, lasciatelo dire:

è un amorale per me, un amorale.

(...)
Con l'arroganza di chi prende e decide per me

lascia al giudizio di voi (che, voi, sapete qual è)

il prossimo atto di amore universale:

non voglio giudicare senza una morale".

Attenzione: nonostante il ritornello che ripete "Dio non esiste" questo non è una specie di "inno ateo". Ciò che preme dire al testo è infatti che non può esistere un Dio che sia al contempo morale e in grado d'essere indifferente a tutto il male e a tutta la sofferenza presente sulla Terra.

Dunque, visto che il male viene giudicato ineliminabile, allora Dio non può esistere. A noi umani serve una morale capace di eliminare la sofferenza, e non di permetterci di diventare indifferenti ad essa.

Il video traduce in immagini questa linea di pensiero: contro un elegante ma inquietante sfondo interamente nero, un bel giovane dal tipico aspetto del "Gesucristo" dell'arte devozionale (capelli lunghi e barba bionda) cammina al rallentatore accanto a una serie di "quadri plastici" (che non sono i "tableaux vivants" dei nostri bisnonni, perché qui si vede semmai l'imitazione degli still frames dei filmati), che non suscitano il suo minimo interesse.

Occorre osservare due o tre volte il filmato per capire il motivo per cui ognuno di essi racconti una tragedia (il bimbo che gioca - mentre il padre si inietta eroina. La ragazzina in ginocchio - davanti a un signore a cui piace il bungabunga. Il suicida, il medico che diagnostica il tumore, la ragazza anoressica perché spasima un corpo imposto dalla moda, e così via).
Il gesucristo continua a camminare indifferente a tutto quello che gli scorre accanto (e se quello è Gesù, la sua indifferenza al Male lo qualifica decisamente come "amorale") fino a quando il cantante del complesso, a torso nudo, si alza e gli va incontro.
I due s'incontrano, si abbracciano, si baciano.

E su quest'immagine efficacissima si chiude il clip, che esemplifica alla perfezione l'indifferenza delle religioni (ma in massimo grado dell'istituzione cattolica) verso i veri mali del mondo, salvo poi essere ossessionate dal male immaginario di due uomini che si baciano. Perché diciamocelo chiaro: se qualcuno si scandalizzasse del bacio gay del Gesù, chiedergli perché non abbiano mai suscitato in lui scandalo i bungabunga con le minorenni, a questo punto diventa fin troppo facile...

Insomma, un ragionamento retorico ben congegnato, che fa interagire efficacemente il testo e le immagini, come avviene nei migliori videoclip.
Da vedere.

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