Veruska Sabucco

Veruska Sabucco nasce nel 1971, durante uno sciopero dei medici: giustamente non la volevano al mondo. Dopo un'infanzia e un'adolescenza da nerd, diventa una nerd sfatta che passa il suo tempo tra gli studi sulla comunicazione e le fiere del fumetto.
Si laurea in Sociologia nel 2000 e le viene assegnata la docenza di un seminario sulle letture queer delle serie televisive. Partecipa alla fondazione dell'associazione culturale Cultur Club, volta alla promozione della produzione boy's love e slash (testi prodotti da donne, per donne, centrati su storie d'amore e sesso tra uomini), essendo tale produzione il vero fulcro della sua esistenza. Sempre nello stesso anno pubblica il saggio Shoonen ai per la Castelvecchi editore (che non l'ha mai pagata). Ancora nello stesso anno, invece di starsene a casa a mangiare le patatine, inizia una collaborazione con "Cuore" e scrive sporadici articoli per "Blue", "Aut", e il defunto portale getout.it .
(Non si è accorta della fine del mondo allora perchÈ aveva troppe cose da fare)
Tra le sue altre pubblicazioni va particolarmente fiera di ìGuided Fanfiction: Western èReadingsí of Japanese Homosexual Texts", pubblicato in Mobile Cultures: New Media in Queer Asia, ed. Chris Berry, Fran Martin e Audrey Yue, e di ìPraticare il testo. Oltre l'interpretazione, gli usiî, pubblicato in Atti del XXVIII convegno AISS di Castiglioncello e scritto in collaborazione con Isabella Pezzini.
Per due anni è stata redattore capo, editor e responsabile della collana di graphic novel "Boy+Boy"... poi l'ha chiusa.
Organizza mostre ed eventi collegati alla sua ossessione e, quando la invitano (cioè spesso), partecipa alle infinite tavole rotonde su questo 'tema di scottante attualità'.
Al momento collabora con K edizioni e con la redazione di "Pride". Il suo lavoro 'vero', quello che le fa portare il pane a casa, è troppo moralmente ributtante per parlarne in questa sede, sta onestamente pensando che forse pulire i cessi dei McDonald sarebbe più gratificante.
Il poco tempo libero che le rimane lo passa sognando a occhi aperti di splendide divinità albine dispensatrici di lubrici sorrisi crudeli e dalle calde cosce di marmo tornito che inducono in tentazione bellissimi preti cattolici (rigorosamente in tonaca, il clergyman è un abominio)."