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Le recensioni più lette (dal 01/09/2010 a oggi)
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Morte a Venezia
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1911. Il compositore Gustav von Aschenbach (Dirk Bogarde) arriva a Venezia per trascorrere una vacanza al Lido. Presso l'Hotel Des Bains, dove soggiorna, è attratto fortemente dalla bellezza efebica e asessuata dell'adolescente polacco Tadzio (Björn Andersen), in vacanza con la famiglia. Una serie di flashback rivelano la crisi artistica ed esistenziale che Aschenbach vive ed il dissidio tra arte e vita che lacera la sua coscienza.
Il turbamento procuratogli dal desiderio di Tadzio e la deludente ospitalità della città lo inducono a ripartire per Monaco. Un disguido nell'invio dei bagagli lo costringe però a ritornare in hotel, come in realtà inconsciamente bramava. Da allora Aschenbach seguirà Tadzio con lo sguardo in ogni occasione, in hotel oppure, a distanza, nelle sue passeggiate veneziane.
Appresa ufficiosamente la notizia di un'epidemia di colera in città, tenuta nascosta per non danneggiare il turismo, Aschenbach è indeciso se avvertire la famiglia polacca o tacere per non farla partire, ma alfine opta per non dire niente. Ammalatosi, si trucca pesantemente per mascherare il suo male ed apparire più giovane ma, debilitato e allo stremo, muore sulla spiaggia, con il trucco che gli si scioglie sul volto, mentre Tadzio sul bagnasciuga sembra indicargli un punto indistinto all'orizzonte. |
Recensioni:
Tratto dal bellissimo racconto di Thomas Mann, il film se ne distacca solo per poche variazioni, peraltro mirate: Aschenbach è qui un compositore, anziché uno scrittore. La scelta di Visconti è stata fatta probabilmente per ricollegarsi alla figura di Gustav Mahler, a cui inizialmente Mann pensava, e la...
Erano quarant'anni che Visconti accarezzava l'idea di portare sullo schermo La morte a Venezia dell'amatissimo Thomas Mann, e quando finalmente vi mette mano ne trae uno dei suoi film più intimi e personali, uno dei meno legati alle poetiche del realismo e della storia, e anche uno dei più apprezzati della...
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