
Karl Heinrich Ulrichs (1825-1895), nell'unico suo ritratto fotografico che conosciamo.

La tomba di Ulrichs, all'Aquila. Foto di Massimo Consoli, 1988.
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Regole per una unione degli urninghi
| Autore: |
Karl Heinrich Ulrichs |
| Data: |
09/1865 |
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Il testo dello statuto 1) (L'Unione degli Urninghi) si compone dei Soci e di un Consiglio Esecutivo. 2) I suoi scopi sono: a. far uscire gli urninghi dal loro precedente isolamento e unirli in una massa compatta e tenuta insieme dalla solidarietà. b. sostenere i diritti umani degli urninghi in contrapposizione alla pubblica opinione e alle istituzioni statali, cioè rivendicarne l'uguaglianza con i dioninghi [eterosessuali, NdR] di fronte alla legge ed alla società umana in generale. c. fondare una letteratura uraniana. d. promuovere la pubblicazione di scritti uraniani a spese dell'Unione. e. lavorare per gli interessi degli urninghi sulla stampa quotidiana. f. assistere i singoli urninghi, che soffrono in conseguenza della loro natura uraniana, in ogni situazione di bisogno e di pericolo e, quando è possibile, aiutarli anche a trovare adeguati mezzi di sostentamento. 3) Ogni singolo socio ha il dovere di contribuire a questi scopi secondo le sue capacità. 4) Ogni urningo può diventare socio. Sono esclusi solo i caratteri disonorevoli. 5) Chiunque aderisca all'Unione può chiedere che il suo nome e indirizzo siano e rimangano noti solo al Consiglio Esecutivo, ed anche che siano scritti solo in codice. Ogni membro del Consiglio Esecutivo è impegnato sul suo onore ad adempiere quanto sopra. 6) Ogni componente del Consiglio Esecutivo ha il potere di accettare soci nell'Unione. Nel caso ci siano particolari ragioni, l'iscrizione può essere concessa anche senza fornire nome e indirizzo al Consiglio Esecutivo. In questo caso è il Consiglio Esecutivo che decide se accettare o meno il nuovo socio, il nome del quale, e la posizione, dovranno essere indicati in qualche altro modo. Nello schedario dei soci tenuto dal Consiglio Esecutivo gli verrà attribuito un nominativo fittizio. 7) Il numero e la selezione del Consiglio Esecutivo sono decisi dal Consiglio stesso. Almeno metà tra di loro devono fornire il proprio nominativo e indirizzo ai soci dell'Unione. I rimanenti possono operare sotto pseudonimo, attraverso la mediazione e la garanzia di uno che abbia fornito le proprie generalità. In questo caso i loro nominativi e posizioni devono essere comunque forniti in qualche altro modo al Consiglio Esecutivo ed ai membri dell'Unione. 8) Ogni socio paga una iscrizione annuale al Consiglio Esecutivo per un importo volontario, ma comunque di almeno un tallero. 9) L'intero Consiglio Esecutivo decide sulle spese da affrontare e ne è responsabile di fronte ai soci dell'unione. 10) Il Consiglio Esecutivo e l'Unione dei doci devono tenersi vicendevolmente informati su ogni novità importante. 11) Ogni socio deve ricevere tutti gli scritti pubblicati, ed a spese dell'Unione (paragrafo 2, d). 12) Il Consiglio Esecutivo organizza congressi periodici dei propri membri che, secondo il suo giudizio, possono essere incontri plenari o riservati ai delegati. 13) Il Consiglio Esecutivo cercherà di produrre pubblicazioni periodiche per raggiungere gli scopi dell'Unione, e in quantità adatta. 14) Cercherà anche di introdurre un segno segreto di riconoscimento tra Urninghi. 15) I desiderata e le proposte dei soci dell'Unione devono essere presi in considerazione dal Consiglio Esecutivo ovunque si dimostrino realistici. Scritto nel settembre del 1865 Numa Numantius
Documento inserito il 27/09/2008
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Note
[1]. Presentazione del traduttore. In occasione del Gay Pride del 2002 dedico ai miei fratelli e sorelle GLBT di tutte le denominazioni, razze, religioni e convinzioni politiche il seguente documento che ho tradotto in occasione della presentazione avvenuta presso il circolo "Mario Mieli" di Spada furente, il libro edito da Fabio Croce, lo scorso 16 marzo, e pubblicato su "OMPO" N. 232, luglio 2002, anno 28mo. Mi piacerebbe sapere che ne pensate di quest'uomo che io considero straordinario e che ha fatto così tanto per tutti noi in un'epoca in cui nessun altro, al di fuori di lui, pensava di "uscire fuori". E ricordatevi del tradizionale appuntamento all'Aquila, per il prossimo 28 agosto. Auguri di BUON PRIDE! (Massimo Consoli) PRESENTAZIONE DELLE "REGOLE PER UNA UNIONE DEGLI URNINGHI" I suoi primi cinque saggi sull'ENIGMA DELL'AMORE URANIANO [1. Vindex. Studi socio-giuridici sull'amore sessuale tra uomini (1864). 2. Inclusa. Studi antropologici sull'amore sessuale tra Uomini (1864). 3. Vindicta. Lotta per la libertà dalla persecuzione (1865). 4. Formatrix. Studi antropologici sull'amore uranico (1865). 5. Ara Spei. Studi morali, filosofici e sociali sull'amore uranico (1865)] permisero a Karl Heinrich Ulrichs di entrare in contatto con numerosi altri "urninghi" (omosessuali), visto che in molti gli scrissero per ringraziarlo di quanto andava facendo per loro, per raccontare le proprie esperienze e per dare suggerimenti e consigli. Una conseguenza importante fu che il suo pensiero fu sempre in continua evoluzione, non fossilizzandosi mai su idee precostituite e intoccabili, cosicché anche la sua stima sulla percentuale di Urninghi rispetto al resto della popolazione, subì un lento, ma costante, aumento, man mano che lui stesso si rendeva conto di quanto estesa fosse la loro presenza in tutti gli strati della società. Un altro risultato fu l'idea che ebbe di organizzarli in una associazione che ne difendesse gli interessi e ne promuovesse l'evoluzione culturale e sociale ed il benessere individuale. Così, con la sua consueta energia, si mise a delineare le prime "Regole per una Unione degli Urninghi" che, forse, è esistita solo sulla carta e non ha mai avuto un reale sviluppo organizzativo, tant'è che non ne parla mai in nessuno dei suoi scritti. Resta il fatto, comunque, che questo sia il primo tentativo mai realizzato di una iniziativa del genere, e noi siamo fortunati abbastanza di poterne essere a conoscenza attraverso l'unica copia esistente, un manoscritto inviato a Karl Maria Kertbeny, ed oggi conservato tra le carte della Biblioteca nazionale ungherese. Vi proponiamo questo documento programmatico riprendendolo dal libro di Hubert Kennedy, "The life and works of Karl Heinrich Ulrichs, pioneer of the modern gay movement", Alyson Publications, Boston, 1988, pp. 87-89. (successivamente tradotto come: Karl Heinrich Ulrichs. Pioniere del moderno movimento gay, Massari, Bolsena 2005, NdR).
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