Crisp, Quentin (1908-1999)

"Be', non penso realmente a me stesso come ad un pioniere. Non ho scelto il mio modo d'essere. Se avessi cercato di nascondermi, la gente avrebbe detto: "Quello lì, chiedo scusa, quella lì, chi pensa d'essere?". Il che non è molto carino. Così mi sono limitato ad essere me stesso. Davvero, ho soltanto fatto quello che ero nato per fare".

Così Quentin Crisp ha risposto in una recente intervista a chi gli chiedeva se si sentisse un pioniere della liberazione gay. Aggiungendo:

"Quando sai chi sei, puoi esserlo, puoi apparire per quello che sei. Questo è il punto. Prima devi scoprire chi tu sia. Dopodiché devi esserlo senza remore".

Nato nel 1908 come Denis Pratt in Inghilterra, Crisp avrebbe compiuto novantun il Natale 1999.
È morto durante una tournée nel Paese natio a novembre, dopo una vita scandalosa ed eccentrica. Una vita cominciata due volte:

"A 72 anni molti progettano di trasferirsi in una casa di riposo: io invece ho preferito trasferirmi a New York".

Crisp è poco noto in Italia, ma era celebre nei Paesi anglosassoni come scrittore, conferenziere, uomo di teatro, giornalista, opinionista, attore e soprattutto fine umorista e conversatore nella tradizione di Oscar Wilde.
La sua celebrità è testimoniata dal fatto che Sting ha scritto una canzone-tributo, "Englishman in New York", dedicata a lui.

Crisp è anche apparso in vari film: da La sposa promessa (remake di La sposa di Frankenstein), alla scena del party in Philadelphia, sino alla parte en travesti della Regina Elisabetta I in Orlando.


Dopo aver studiato giornalismo e belle arti, aver fatto l'assistente a un ingegnere elettrico e insegnato danza, iniziò a disegnare copertine di libri e riuscì a mantenersi come artista commerciale.
Durante la guerra, riformato per omosessualità, fu anche impiegato pubblico, posando nudo presso una scuola d'arte.
Quando nel 1968 diede alle stampe la sua autobiografia scelse un titolo che alludeva a questo lavoro, The naked civil servant, "l'impiegato pubblico nudo", ironizzando su un lavoro in cui timbrava un cartellino prima e dopo essersi spogliato.

L'autobiografia ottenne un grande successo di critica e fu trasformata nel 1972 in un film televisivo, trasmesso anche in Italia dalla Rai col titolo Il funzionario nudo.

Fu l'inizio d'una nuova vita. Visitati gli Usa nel 1980 per presentare il film decise di restarci, diventando quello che i necrologi hanno definito "una leggenda".

Fra i libri che pubblicò dopo l'arrivo del successo appaiono titoli rivelatori quali: Come avere uno stile di vita (1975) o Come diventare vergine (1981).

Nonostante la sua "apertura" sull'omosessualità, Crisp rifiutava di riconoscersi nel movimento gay, nel quale peraltro non tutti lo vedevano di buon occhio, sia per la sua effeminatezza che sconfinava nel travestitismo se non nel transessualismo ("Se fosse esistita l'operazione quando ero giovane l'avrei fatta e avrei aperto un negozio di cucito", ha dichiarato una volta), sia perché considerava "ossessiva" l'attenzione data oggi all'Aids e soprattutto all'omosessualità. "Quando ero giovane non si nominava neppure. Ora non si fa altro che parlarne", si lamentava.

Tutto ciò non gli impediva di impiegare ogni giorno un'ora e mezzo per truccarsi.

Sebbene ostentasse queste idee all'antica, la comunità gay amava Crisp come il nonno che va un po' perdonato perché rappresentava un'altra epoca, ossessionata dalle apparenze e dalle buone maniere: lui se n'era fatto beffe per tutta la vita ma esse facevano comunque parte della sua formazione e del suo modo d'essere.

Peter Tatchell, uno dei leader del movimento gay inglese, ha commentato:

"Era senza dubbio un omosessuale della vecchia scuola, molto checca e stereotipato, ma non esistono dubbi sul suo coraggio nel "venir fuori" e nella sua audacia nell'ostentare la sua effeminatezza.
Prima dell'abolizione delle leggi antiomosessuali era molto difficile, e molto pericoloso, farlo".

Che messaggio ha lasciato Crisp al mondo? Eccolo:

"Non fate le pulizie di casa. Una mia amica una volta mi ha gridato: "Non mi meraviglio che tu sia così gentile con tutti: tu non devi fare le pulizie!". Le donne che le fanno sono furibonde già alle dieci e mezzo di mattina.
Non c'è bisogno di fare le pulizie, perché dopo i primi quattro anni lo sporco non peggiora ulteriormente".

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