Arcibaldo

5 maggio 2004

Negli anni '70 emerge tutta una serie di sit-com e di telefilm per così dire progressisti e impegnati, e cioè pensati per affrontare, in termini magari di commedia ma non per questo meno arditi, temi sociali di grande rilevanza, talora inediti per il piccolo schermo.

Arcibaldo ha fatto scuola in questo campo. Si tratta di una serie fortunatissima incentrata su Archie Bunker, un taxista rozzo, ignorante, razzista, maschilista: insomma, come ebbe a dire Nixon (parlando tristemente sul serio), un perfetto esempio di buon americano medio. Attraverso la proverbiale grossolanità di Archie passano tutta una serie di satire rivolte alle mistificazioni del sogno americano, grazie soprattutto al confronto/scontro con gli altri coprotagonisti (ma anche con molte occasionali comparse). Ovvero, nelle parole con cui la CBS ha presentato la sitcom, "la smidollata moglie Edith; la loro figlia naïf e idealista Gloria; e il marito di Gloria, Mike, un liberale polemico". Archie non cambia mai, e le sue idee sono altrettanto immutabili, ma è proprio grazie alla sua coriacea ignoranza che la serie affronta, spesso precorrendo i tempi, temi quali disoccupazione, sovrappopolazione, debito nazionale, watergate, problemi razziali, rivoluzione sessuale, inflazione, ecc.


Dal momento che il gioco consiste di solito nel mettere a nudo i pregiudizi di Archie, si capisce come mai già in una delle primissime puntate si finisca col parlare anche di omosessualità: in "Judging Books by Covers" Archie deve fare i conti con lo shock causatogli dalla scoperta dell'omosessualità di un suo amico dall'aspetto virilissimo, mentre al contrario deve rassegnarsi a constatare l'eterosessualità di un effeminato amico del disprezzato genero polacco.


Negli anni successivi compare in tre puntate il personaggio di Beverly LaSalle, un travestito salvato da Archie in un incidente: ovviamente Archie crede di aver soccorso una donna, e la scoperta della verità lo lascerà disgustato, ma in compenso Beverly fa presto amicizia con la sempliciotta Edith.

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