Porneia. Saggi sulla prostituzione maschile e femminile.

10 marzo 2005, "Babilonia" n . 228, febbraio 2004

Porneia è il termine con cui gli antichi Greci indicavano la prostituzione.

Già la scelta di questo titolo per parlare della prostituzione di oggi ci immette subito in una complessità di discorsi lontani dalla semplificazione del dibattito di giornali e televisione, che affrontano questo tema come se tutto si potesse ridurre a ciò che si può o non si può fare, a ciò che si può o non si può vedere.

Colpevolizzata, praticata, negata, rappresentata, la prostituzione non è solo una prestazione sessuale a scopo di lucro, ma investe prepotentemente l'immaginario relativo alla sessualità, al genere, al piacere, alla seduzione, al potere, al denaro.

Affrontare questa realtà sempre più complessa e variegata significa confrontarsi, senza pregiudizi, con i vari mondi della prostituzione (quella minorile è altra cosa rispetto a quella degli adulti, quella maschile ha caratteristiche diverse da quella femminile, la prostituzione volontaria non è comparabile con quella coatta, né l'italiana con l'immigrata o quella tradizionale con le nuove forme di prostituzione on line).

Eppure ci sono dei legami che uniscono questi mondi diversi, ma si tratta di coglierli senza rinunciare ad analizzare le differenze.

È quello che fa questo libro prodotto dall'associazione di volontariato On the Road della regione Abruzzo, che affianca alle numerose attività di aiuto e assistenza (unità di strada, numero verde contro la tratta, programmi di integrazione sociale, ecc) la realizzazione di progetti di ricerca che cercano di cogliere, in un'ottica propositiva, caratteristiche, interrelazioni e trasformazioni dei fenomeni di emarginazione e di disagio sociale.

Il libro raccoglie interventi di autori diversi:

  • Joseph Moyersoen in un saggio ben documentato ci fa un quadro impressionante della prostituzione minorile nel mondo e delle nuove forme di schiavitù;
  • Stefania Scodanibbio analizza la prostituzione femminile, la nuova realtà della tratta (lo sradicamento forzato e la traduzione di una persona in un Paese diverso da quello di origine), gli imbarazzati tentativi di neoregolamentazione del fenomeno;
  • Andrea Pini affronta le trasformazioni che hanno caratterizzato la prostituzione maschile negli ultimi decenni, l'ambiguo rapporto che si viene a stabilire quando sia il cliente che la marchetta sono due maschi, la nuova realtà della prostituzione maschile professionale, i pericoli delle marchette che provengono da Paesi di cultura più omofoba;
  • Porpora E. Marcasciano chiarisce i rapporti tra transessualismo e prostituzione, e sottolinea l'esigenza di una battaglia politica e culturale contro il pregiudizio, che relega la persona transessuale fuori dai circuiti lavorativi, e contro la disistima di sé che spesso incoraggia nella persona transessuale la convinzione di non poter far altro se non la prostituta;
  • Helena Velena ci immette nel poco noto mondo del cyber sex e della prostituzione on line;
  • Roberta Tatafiore analizza "la sovversione simbolica" degli uomini diventati oggetti di piacere delle donne.

La seconda parte del libro presenta tre saggi sui luoghi: i paesi d'origine delle vittime della tratta (Teresa Albano), la strada come luogo della pratica prostituiva (Vincenzo Castelli), interventi di comunità (Roberto Merlo).

Impossibile qui entrare nel merito dei singoli saggi, diversi tra loro perché diverse sono le competenze e le esperienze dei singoli autori, alcuni provenienti dalla militanza nel movimento glbt, altri dal volontariato e dal lavoro in Organizzazioni non governative (Ong), ma quello che è comune a tutti è la consapevolezza che "è sbagliato scrivere di qualcuno senza averne condiviso almeno per un po' la vita".

Da qui deriva la concretezza dei discorsi, la considerazione della dignità delle persone, il rispetto e l'attenzione con cui ci si avvicina al mondo della prostituzione, il rifiuto di ogni lettura preconcetta e ideologica.

Senza proporre ricette, ma con la descrizione di pratiche di "riduzione del danno" che sono in atto in molte situazioni, e attraverso una rilettura culturale del fenomeno, il libro è uno straordinario strumento per riflettere su un mondo difficile e complesso troppo spesso noto solo attraverso la spettacolazzazione dei mass-media e le fuorvianti campagne di moralizzazione pubblica.

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