Saranno famosi

7 marzo 2004

Il film di più ampio successo di Parker comincia piuttosto bene, con una gustosa dose di humour, un ottimo ritmo e un taglio realistico che non teme il caos. Purtroppo poi il film si fa più educato e formalizzato, e dispiega senza ritegno le stancanti volute patetiche delle singole storie senza la capacità di separarsi nemmeno per un momento dal cliché dell’artista irregolare. Per tacere del fatto che Parker mette sullo stesso piano le violenze domestiche del ragazzo portoricano, la povertà disperata dell'afroamericano senza tetto, le esperienze pornografiche di Coco e l’omosessualità del giovane bianco: il razzismo è alle porte, nascosto dietro il luogo comune, per cui minoranza (etnica o sessuale) implica sofferenza, come una condanna inevitabile. Si tocca il fondo proprio con la confessione dell'omosessuale: "il fatto che non potrò mai essere felice non significa che debba essere infelice".
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