Sitcom

7 marzo 2004

Debole satira della solita famigliola borghese immacolata che rivela poi segreti, perversioni, malanni cronici. Il titolo vorrebbe rimandare al mondo delle telenovelas, ma in realtà il riferimento televisivo rimane giusto nel titolo. Ozon sembra limitarsi all’imitazione di modelli precedenti, in particolare il Chabrol di Il buio nella mente, contaminato con una vena grottesca vagamente almodovariana, solo a tratti efficace e con una chiusa fantastica le cui intenzioni si perdono nella confusione generale di un film che smarrisce via via lucidità per rimanere ambiguo sia nei suoi intenti satirici che in quelli metaforici: topolino demoniaco o semplice contrasto rispetto a una famiglia in realtà più in gabbia di lui, come sembrerebbero suggerire le sue soggettive? Elogio della diversità o dell’integrazione? Solita condanna delle solite ipocrisie borghesi o trionfo delle stesse? Tutto si consuma alla svelta senza tedio ma anche senza gran significato e Ozon conferma ciò che già emergeva nei suoi cortometraggi precedenti, cioè scarsa inventiva e irresolutezza.
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