Cinque sensi, I

8 marzo 2004

A metà tra Kieslowski e l'Egoyan di Il dolce domani, un film serioso che precipita spesso nella pesantezza gratuita e nel luogo comune (chi poteva avere l'ossessione per il gusto, se non un cuoco italiano? chi quella per l'olfatto, se non un gay collezionista di profumi?). Il cumulo di sfighe dei personaggi è assolutamente irreale e disegna un film cupo, privo di vita, dove tutto tende al nichilismo, ma senza scopo e senza significato.
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