Hiv, il lupo sotto il mantello?

Importante raccolta di testimonianze di persone sieropositive pubblicata nel 1995.


Le storie gettano una luce inconsueta, e poco percorsa nel dibattito attuale, sull'esperienza dei primi sieropositivi italiani in tempi nei quali l'aver contratto il virus era considerato ancora una condanna a morte senza appello. Gli antiretrovirali, e cioè quelle medicine che controllano l'infezione e ne rallentano gli effetti, arriveranno infatti esattamente in quegli anni a garantire aspettative di vita identiche a quelle dei non positivi all'hiv.

Il lupo sotto il mantello racconta con franchezza inconsueta chi sta vivendo da sieropositivo o con l'aids a partire dal racconto di come si è contratto il virus, e la netta maggioranza delle storie pubblicate riguarda ex tossicodipendenti (eterosessuali) che si scambiavano siringhe usate (ma ci sono anche alcuni casi di violenza carnale e di trasfusione). C'è spazio per il dolore e la sorpresa per la scoperta della malattia spesso dopo difficoltosi percorsi di recupero dalla tossicodipendenza, ma anche un'infinità di utili sollecitazioni sulle motivazioni che le persone sieropositive trovano per andar avanti, nonostante la paura della morte e del rifiuto sociale.


Il punto di vista che emerge da queste pagine genuine e spesso drammatiche è decisamente positivo: la vita continua, l'amore o nuovi amori sono possibili, il silenzio non sempre è la condizione migliore per vivere da sieropositivi e gli esseri umani, nonostante tutto, sanno essere molto più forti di un virus. Certo con qualche difficoltà, ma quante ne riserva la vita?


Due storie, quella di Stefano e quella di Patrizio, raccontano la sieropositività di due persone omosessuali.

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Il lupo sotto il mantello

di Pompeo Donofrio e Maria Teresa La Forza

Dermo Edizioni, Napoli 1995.

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