Spetters

12 aprile 2004

E' una sorta di Gioventù bruciata antihollywoodiana, insolitamente esplicita nella rappresentazione del sesso e cupa nei toni, sebbene non priva di aperture vitali, soprattutto nella positiva soluzione della vicenda del ragazzo omosessuale, che deve affrontare un padre da narrativa d’appendice ma comunque ha l’occasione di "raccontarsi" in sequenze di impostazione tutto sommato positiva e talvolta originale. Senza contare il modo piuttosto traumatico con il quale prende definitivamente coscienza dei suoi gusti sessuali (viene violentato da un gruppo di gay intesi a vendicare una marchetta e il suo attempato cliente aggrediti dal giovane a scopo di rapina, ma anche evidentemente come tentativo estremo di rifiuto di sé). Lo stile è spesso approssimativo, il racconto discontinuo, diviso com’è tra sequenze acute e graffianti e altre da teleromanzo, ma l’amarezza e la disillusione di fondo non lasciano indifferenti. I dialoghi italiani sono stati curati da Pier Vittorio Tondelli.
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Quarto uomo, il1982

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