Stone butch blues

19 marzo 2005

Anche questo è un libro straordinariamente coinvolgente, capace di far entrare il lettore negli scomodi panni di Jess, la lui/lei supercamionista protagonista del racconto.

Già da ragazzino, a Buffalo negli anni Sessanta, ha una spiccata passione per le moto e un'identificazione istantanea con le butch, le lesbiche mascoline che si vestono da uomo e si fidanzano con le femme nel pericoloso mondo della marginalità sessuale. Si ubriacano di birra e sono sempre pronte alla rissa dentro e fuori i fumosi bar in cui socializzano semiclandestinamente. Sono delle vere dure, predestinate a diventare di marmo per non lasciarsi spezzare dalla violenza degli uomini.

Ma non c'è corazza che tenga contro il muro  della riprovazione sociale, e ancora meno contro gli stupri e le botte di poliziotti perennemente ansiosi di riaffermare la propria virilità punendo gli sconfinamenti di genere. Molte si spezzano, altre resistono solo al prezzo di murarsi vive in un dolore immenso.

Jess fa parte di questa categoria e non ha scampo, perché il fatto di sentirsi e sembrare un uomo la rende vulnerabile dovunque e in ogni momento. Cerca continuamente di scappare senza avere nessun luogo in cui fuggire, sempre costretta a combattere e a perdere.

Rimane sola e incapace di comunicare anche se nel frattempo Stonewall è passato da un pezzo.

Nemmeno nella rivoluzione sessuale sembra esserci un posto adatto a Jess, che passa agli ormoni maschili senza conquistare la normalità e poi torna indietro decisa a rimanere in transito.

Quando infine l'Aids ha già cambiato la storia della comunità gay americana decide di uscire dal pozzo della solitudine e raggiunge i ranghi di un movimento di liberazione ormai sufficientemente aperto da contenerla. Ma intanto di  tristezza ne è passata parecchia sotto i ponti.
Il blues rude e tenero di Feinberg ce la comunica tutta, commuovendoci facilmente e facendoci capire con intensità a volte insopportabile quanto possono essere stupidi e cattivi gli esseri umani.

Fortuna che poi ci fa spesso anche sorridere con la naturalezza politicamente scorretta dei suoi personaggi fuori dai ranghi sessuali, siano essi lesbicone macho, prostitute femme o drag queen della porta accanto.

E ci fa sognare di amori impossibili, lasciando dietro di sé tracce del desiderio di essere stati amati da un ragazzo tenero, forte e imbranato come Jess.

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autoretitologenereanno
Margherita GiacobinoGuerriere ermafrodite cortigianesaggio2005

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