Candido a Cuba

3 agosto 2004

L'eroe di questo avventuroso romanzo cubano condivide con il suo omonimo volterriano una discreta quantità di sfiga, ma ha un altro genere di candore. Essendo cresciuto dalla parte sbagliata, non può permettersi nemmeno per un momento di pensare di vivere "nel migliore dei mondi possibili" e apprende a comportarsi come un comune bastardo. Armato di un corpo da urlo parte alla conquista dell'Avana, deciso ad accumulare un muro di quattrini alto quanto il Campidoglio ("il più maestoso degli edifici dell'Avana"). Troverà droga, sesso, furto e prigionia, facendo nel frattempo conoscenza con una moltitudine di personaggi marginali tra cui non mancano laidi finocchi e favolose travestite. Un mondo pieno di contraddizioni e di sensualità dove le storie si incastrano una dentro l'altra, nel gioco di scatole cinesi tipico della narrativa picaresca.
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