Like U - Boys' love amatoriali italiani [2001]

Prima uscita di una collana di fumetti dedicata all'erotismo gay visto e prodotto da donne eterosessuali (e un po' fag-hag), sul modello degli shoonen ai (o meglio, boys' love) giapponesi. Protagonisti due giovani universitari baresi: uno muscoloso, "piacione", circondato da uomini e donne che stravedono per lui, l'altro "imbranato", introverso... e di conseguenza vergine.

Il primo si offre di aiutare il secondo a conquistare la ragazza a cui aspira senza osare avvicinarla, gli cambia il look e riesce nell'intento... salvo precipitare la scoperta che non era ciò che davvero voleva... l'uno, e l'altro.

La storia, in sé abbastanza ingenua, è sorretta da un buon tratto (forse un poco cincischiato, al punto che gli inserti comici, dal tratto più spartano, risultano addirittura più efficaci) che cerca di comunicare il fascino erotico dei due giovani uomini. Che sono stati creati come al tempo stesso soggetti e oggetti di desiderio.

Interessante la vicenda, ennesima fotografia di un'Italia che insiste a non voler cambiare, e di cui è un documento ahimè fin troppo reale. Li conosciamo questi ragazzoni che non riescono a dare un nome ai loro desideri, che s'impegnano cocciuti in storie eterosessuali fino a che l'esplodere di passioni non previste e non volute li obbliga ad affrontare la realtà.

E al di fuori dei fumetti il lieto fine non è così scontato: li conosciamo, conosciamo le loro nevrosi, la loro paranoia (in senso psichiatrico), la loro incapacità di scegliere, la loro capacità di fare del male a coloro che hanno il torto di amarle...

L'autrice sembra avere ben presente - probabilmente per osservazione "sul campo" - questo modello, dato che i suoi personaggi suonano "veri" anche a un orecchio gay. Ai fini della sua favola ha solo un po' smussato gli angoli sgradevolissimi di questi ricchioni di Provincia, ostinati nel negare la realtà, concedendo loro quel lieto fine che, a leggere le lettere ai giornali gay, non è così scontato e così comune. (E non è certo colpa solo della società se i coming out italiani sono tanto tortuosi, contraddittori e irrisolti).

Infine, al solito mi risultano stucchevoli le scene che dovrebbero essere "erotiche", e che sono la parte che di solito salto a piè pari nei fumetti "shoonen ai". Ma la cosa è irrilevante: questo è un erotismo pensato da donne per donne, non da gay per gay. E poi questa storia regge benissimo anche senza il contributo erotico, tutto sommato irrilevante ai fini della vicenda.

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