La diversità che vince

17 marzo 2005, : Gay.it

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Quale collocazione migliore per un romanzo psicologico della relazione tra una terapeuta e il suo cliente? Mario Bonacini realizza con questo L'odore dell'aglio un romanzo avvincente, ben scritto, profondo. Al centro del libro, le riflessioni di una psicologa chiusa nella propria solitudine orgogliosa, che ha da sempre lavorato su di sé per affermare la propria indipendenza e lontananza dal mondo, rinunciando a tutti gli istinti più umani, si alternano ai racconti del cliente omosessuale che sarà capace di metterla in crisi. L'altro personaggio del romanzo è un omosessuale di mezza età: siamo a metà degli anni '80, e lui ha vissuto tutto il periodo sfrenato della liberazione sessuale dei '70. E' una "vecchia checca" che non è scesa a compromessi con la propria omosessualità, che vive con il padre e che da poco ha preso l'Hiv. Che, in quegli anni, equivaleva a dire che facilmente si sarebbe morti in poco tempo di Aids.
Eppure la capacità dell'uomo di appassionarsi agli aspetti carnali della vita, a godere di riflessioni che con ostinazione propone alla silenziosa psicologa, risveglieranno in lei un desiderio di fisicità a lungo represso.
Ottimo risultato quindi per Bonacini, autore anche di Memorie altrui per la Baldini Castaldi Dalai: la sua scrittura conquista e riesce a non affaticare nonostante l'atmosfera a tratti claustrofobia della vicenda.

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