Monster

13 febbraio 2005, "Babilonia", n. 232, giugno 2004

Opera prima della regista americana Patty Jenkins, Monster racconta la storia vera di una serial killer, Aileen Wuornos, colpevole di sei omicidi e giustiziata nel 2002. Nel film Aileen è Charlize Theron, la quale ha visto la sua interpretazione – complice anche il coraggio di imbruttire e appesantire il proprio splendido e tanto decantato fisico – vincere l’Orso d’argento a Berlino, il Golden Globe e l’Oscar come migliore attrice.

Aileen è alta, grossa, brufolosa, greve, volgare e soprattutto prigioniera di una fisicità rifiutata. Nata nel Michigan, abbandonata dalla madre e col padre che muore in carcere, inizia a prostituirsi dopo essersi ritrovata incinta a 13 anni. Nel 1989, unica nota positiva di tutta la sua vita, incontra in un bar della Florida – dove era entrata per un’ultima birra, prima di farla finita – una ragazza lesbica, Sally (Christina Ricci); pur non avendo mai pensato ad un rapporto con una donna, Aileen inizia con veemente passionalità una viscerale storia d’amore con la ragazza, che lascia la sua famiglia per vivere assieme a lei. Una notte Aileen uccide un cliente che l’ha stuprata; spaventata dall’accaduto e spronata dall’amore per Sally, smette di prostituirsi, cercando invano un lavoro, ma poi non trova altra soluzione che ricominciare a battere la strada. Sempre più disgustata e incattivita dagli uomini, ne uccide altri cinque senza pietà, derubandoli. Quando viene a sapere degli omicidi, Sally reagisce violentemente e le due, pur amandosi, si separano. Ma poi, quando nel 1991 Aileen viene arrestata e condannata, Sally testimonia contro di lei per salvare se stessa.

Il film non rimane certo nella memoria per le sue qualità stilistiche, al di là di una fotografia sporca che bene evidenzia la fatica di vivere della protagonista e di un’America senza riscatto, ma sa comunque catturare e coinvolgere lo spettatore. La strada scelta dalla regista è quella di un realismo drammatico, dai forti risvolti umani, che non viene filtrato attraverso nessun giudizio, né di accusa né di giustificazione, ma inserito in una storia schematica, che sin dall’inizio sembra rispettare un percorso prevedibile di graduale discesa agli inferi. In compenso, il rapporto fra le due è trattato con onestà, anche nei risvolti fisici, tanto da fare dimenticare che, ancora una volta, un personaggio lesbico è socialmente negativo. Lascia invece perplessi il fatto che il trailer del film, distribuito dalla Nexo, non faccia praticamente alcun accenno alla storia lesbica, puntando il discorso solo sul serial killer. Insomma, persino i serial killer meritano maggiore attenzione…

Bravissime le due attrici, anche se la Theron a volte è un po’ sopra le righe, sfiorando talora effetti caricaturali.
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