Non dirlo a nessuno

27 febbraio 2005, "Babilonia", marzo 2004.

Il padre immagina per lui una carriera militare, gli insegna che "in Perù se vuoi tirare avanti dritto, i meticci devi saperteli mettere sotto i piedi", che le donne sono tutte troie, che "per trombare l'una vale l'altra", che si diventa veri uomini andando a puttane, facendo a botte, praticando la caccia (e se non riesci a prendere un cervo, puoi sempre sfogarti su un indio). Per il quindicesimo compleanno lo accompagna in un casino ("Ti piaccia o no, oggi ti faccio diventare uomo"), ma lui non ce la fa a scopare una donna e, dopo inutili sforzi, deve pregare la ragazza, che ha già capito tutto, di non dire niente al padre.

La madre, attiva militante della sezione femminile dell'Opus Dei di Lima, lo vede già cardinale in Vaticano e cerca di avviarlo sulla via della santità ("Io non voglio diventare un santo – disse lui. – Io voglio essere felice. – Ma sarai felice solo cercando di diventare un santo, Joaquìn – disse lei, con voce tenerissima").

In questa famiglia, concentrato del più volgare maschilismo e della più retriva bigotteria, due visioni del mondo solo apparentemente in contraddizione, inizia la difficile formazione di Joaquìn Camino, gay da sempre, che scopre di essere attratto dagli uomini in prima media facendosi "schiavo" di un compagno, che prega Dio di aiutarlo a non essere più finocchio e di farlo diventare un "vero uomo", per arrivare, tra contraddizioni, delusioni e amarezze, ad una sempre più chiara consapevolezza di sé.

Quando in un campeggio dell'Opus Dei racconta ad un sacerdote gli "atti impuri" che si consumano tra i ragazzi e qualche prete, il confessore lo rimprovera di inventarsi porcherie perché "nella nostra Opera queste cose non succedono. Punto e basta".

Dal punto di vista sociale Joaquìn è un privilegiato, la sua famiglia appartiene alla ricca borghesia peruviana ed egli potrebbe continuare a vivere una vita agiata, come il padre e come i suoi amici, fatta anche di trasgressioni, ma solo se previste dall’ideologia dominante, di cocaina ("a Lima devi saper tirare, perché i migliori affari si fanno con un po' di coca nei gabinetti per gli uomini") e di vacanze a Miami, ma non dovrebbe mai rivelare la propria omosessualità.

Il suo coming out cambia tutto. Il padre che lo avrebbe preferito mongoloide piuttosto che finocchio, lo invita a lasciare il Perù, dove il suo stile di vita va contro la morale delle famiglie perbene di Lima. La madre si appella a quanto detto dal Papa sull'omosessualità, attribuisce le disgrazie del figlio all'allontanamento della fede e prevede per lui le fiamme dell'Inferno.

Gli uomini di cui s'innamora e che fanno sesso con lui, vivono la loro omosessualità da clandestini, si rifugiano in una fede integralista violentando se stessi, o si sposano e si uniformano alla morale eterosessuale, e quando hanno voglia di stare con un uomo, trovano il modo di farlo senza intaccare la loro rispettabilità.

A Joaquìn, che invece la sua omosessualità la vuole affermare, e che sogna una vita gay con un compagno, uno di questi uomini dice: "In questo paese ci sono certe cose di cui non si deve parlare, e la nostra voglia di uomini è una di quelle. In Perù puoi essere un cocainomane, un ladro o un puttaniere, ma non puoi concederti il lusso di essere finocchio... Se vuoi vivere con un uomo e avere una vita di coppia, devi squagliartela dal Perù. Il Perù non è la Danimarca...".

Romanzo d'esordio di Jaime Bayly, brillante giornalista televisivo prima a Lima e poi a Miami, oltre che scrittore, Non dirlo a nessuno, pubblicato in Perù nel 1994, ma solo ora tradotto in Italia, è un libro che appassiona perché racconta esperienze in cui in vario modo ogni lettore omosessuale si riconosce, ma è anche un libro politico che rappresenta e denuncia, con i modi della letteratura, le contraddizioni di una società omofoba e razzista che di fronte all'esplosione di un disagio sociale sempre più diffuso, anche in forme violente, crede di salvarsi andando a comprare armi a Miami per far fuori almeno qualche terrorista, blindandosi nei propri privilegi, e cacciando gli omosessuali.

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