Aracoeli [1982]. Solo le loro mamme amano i froci...

4 marzo 2005

Un omosessuale un po' paranoico (nessuno, a parte la mamma, "lo ha mai amato"!) torna in pellegrinaggio al villaggio natale della madre, con la quale, essendo omosessuale, aveva "naturalmente" un rapporto edipico, mentre, "ovviamente", odiava il padre: "Da quando ho perso il mio prima amore Aracoeli [la madre, Ndr], mai più mi si è dato un bacio d'amore" (p. 47).

"Che vieni a fare? Io voglio stare solo! Lo capisco o non lo capisci? VOGLIO STARE SOLO!".
"...Passavo di qua per caso... e ho pensato di salire un momento...".
"Un momento, già! Dici un momento, e poi resti qua due o tre ore, col culo incollato alla sedia...".
(...)
"Perché mi hai buttato giù il telefono, stamattina?...".
"Perché sono stufo di risponderti! Mariuccio? Mariuccio? Mi si aggriccia la pelle. Su avanti, che avevi da dirmi? Che mi ami eh? La grande notizia del giorno! Tu mi ami! E che me ne frega, a me, se tu mi ami! (...) Ma io da te non mi lascio toccare. Non sei nemmeno una vera checca, sei un maschio fallito, un rottame di classe fuori servizio, buono per Musei dei Fasci defunti. Vuoi un consiglio? Prendi moglie, oppure fatti frate" (p. 47-48).
Questo che parla è Mariuccio, bellissimo diciottenne (gay), il grande amore della vita del protagonista... Un applauso per Mariuccio, che ci mostra che agli omosessuali l'amore è precluso (a parte quello di mammà).

Stupisce che una scrittrice come Elsa Morante (1912-1985) non abbia saputo presentare, per l'ennesima volta, altro che lo scontato omosessuale da "caso clinico", tanto più che l'omosessualità del protagonista non ha alcuna importanza per la vicenda narrata, che si compone per lo più dei suoi ricordi infantili.

Questo libro non m'è piaciuto. Si tratta del classico romanzo "con messaggio", in cui non accade nulla, e che quindi si regge su ciò che l'autore ha da comunicare. Ma se ciò che l'autore ha da comunicare sono messaggi scontati, stanchi, già superati nel momento in cui li scriveva (l'abuso di psicoanalisi spicciola poteva essere nuovo nel 1942, non nel 1982), e perfino un po' razzisti, il piacere della lettura crolla e la noia, come nel mio caso, la fa da padrona.

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autoretitologenereanno
Dario BellezzaAngeloromanzo1979

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