Fiocca, la neve fiocca

11 marzo 2005, "Babilonia" n. 227, gennaio 2004

Nel suo primo romanzo (Il veglione di Capodanno, Zoe 2000) la giovane Bobet Klein raccontava di una ragazza intraprendente, Virginia, che riesce a risolvere, dopo un po' di rocambolesche situazioni da commedia degli equivoci, la crisi di una coppia gay formata dall'amato zio Roberto e dal suo compagno Enrico.

Qui ritorna il personaggio di Virginia e ritorna l'attempata coppia gay, sempre irreprensibile come deve essere una coppia della buona borghesia torinese.

La situazione che mette in moto l'intreccio, anche qui un po' alla Feydeau o alla Wodehouse, con intrighi, travestimenti e equivoci vari, è la gelosia di Virginia e la sua natura di incorreggibile impicciona.

La trama si complica con altre storie come quella di un etero in crisi perché crede di essere innamorato di un altro uomo, per scoprire poi, come in un romanzo barocco, che si tratta in realtà di una donna travestita da uomo.

Alla fine tutto si ricompone: eventuali crisi di identità sono solo dovute a malintesi, ognuno torna al suo posto con le proprie certezze e l'invenzione di situazioni un po' paradossali e bizzarre si risolve in un gioco ingenuo e leggero, spesso divertente, ma anche un po' artificioso.

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