Autoinseminazione, scelta e realtà della maternità indipendente

"Quello che cerchiamo di dire è semplicemente che la famiglia può essere composta di persone diverse, che tra loro hanno diversi tipi di relazione, senza per questo essere luoghi meno sani in cui far crescere dei bambini e in cui le donne possano essere madri. Stiamo cambiando la definizione di famiglia, che non è più limitata ad un gruppo di persone con legami di sangue, di matrimonio o divorzio.

La stiamo espandendo per includervi persone che si amano e si prendono cura le une delle altre".

Dopo Getting pregnant our own way - Concepire a modo nostro, questo è stato il secondo libro sull'autoinseminazione scritto da Lisa Saffron, una delle fondatrici a Londra del Women's Health Information Centre, negli anni Ottanta.

Basandosi sulla sua personale esperienza (la Saffron vive con la sua compagna; hanno una figlia nata nel 1986), su una consistente serie di esperienze e sulla descrizione delle strutture di appoggio nonché della legislazione esistente in Gran Bretagna, la studiosa traccia un manuale di consultazione rapida e esauriente per risolvere molti dubbi in merito al problema, o comunque per indirizzare sia single che lesbiche con forte cognizione di causa verso una scelta il più possibile consapevole e protetta.

Per questo il libro è suddiviso in nove parti, ciascuna dedicata a un particolare aspetto della questione: quello tecnico (es. il capitolo riguardante il cosiddetto screening cioè l'esame, il vaglio, la scelta del donatore o il capitolo relativo al come restare incinte), quello legale (per esempio il capitolo dedicato alla posizione di fronte alla legge di chi decide per l'autoinseminazione, alla posizione del donatore, a quella del bambino o il capitolo che riguarda l'inseminazione assistita), quello social/affettivo (ad esempio i capitoli incentrati sul "come dirlo agli altri" o su come gestire l'esperienza da sole, con una compagna o col donatore stesso magari a distanza di anni; su come affrontare la separazione dalla partner; come regolare i rapporti con i figli, aiutandoli ad affrontare le indubbie difficoltà sia dentro la famiglia di costituzione sia fuori da essa, causate non solo dai pregiudizi più comuni sulle donne che scelgono questo tipo di maternità pur essendo eterosessuali, ma anche determinatesi all'interno delle stesse comunità lesbiche contro le donne che desiderano un figlio di sesso maschile o che partoriscono un maschio).

Così il testo tradotto da Maria Grazia Cassalia risulta interessante non solo per quanto detto prima, ma anche per scoprire che in Gran Bretagna, a differenza di altri paesi, dal 1990 esiste l'Human Fertilization and Embriology Act (HFEA), cioè la legge che regolamenta l'embriologia e le pratiche di inseminazione.

"Lo HFEA ha messo l'inseminazione artificiale sotto il completo controllo dello Stato, nominando un apposito Ente per la concessione delle autorizzazioni alle cliniche".

Questo per evitare forme di sfruttamento verso i pazienti o attività senza licenza.

"L'Ente che gestisce l'applicazione dello HFEA non indica alle cliniche quale debba essere lo specifico bacino d'utenza. Né la legge né le direttive dell'Ente escludono a lesbiche e single la possibilità di sottoporsi a inseminazione assistita: è il singolo medico che può e deve decidere su chi operare, e addirittura le direttive dell'Ente impongono che non si adotti alcuna politica o criterio che possa apparire arbitrario o discriminante".

La Saffron ricorda comunque le difficoltà subentrate per arrivare a quella legge così democratica: la battaglia in parlamento fu all'ultimo sangue (un emendamento proposto dalla Camera dei Lords voleva rendere criminoso persino l'intervento su coppie non sposate, altri volevano interdire a single e lesbiche varie tecniche di fecondazione assistita compresa quella in vitro!).

D'altra parte - come già accennato - spetta alle cliniche che hanno ottenuto la licenza decidere se rifiutare o meno single e lesbiche. L'Ente non può obbligare in questo senso, anche se auspica una totale apertura, soprattutto per evitare i rischi di Aids legati all'autoinseminazione.

Sicuramente la Gran Bretagna è uno dei paesi più liberali. In Francia, Germania, Norvegia, Portogallo, Svezia, Svizzera l'inseminazione è proibita per legge; Belgio, Olanda, Lussemburgo e Grecia lasciano alle singole cliniche la decisione; in Spagna le donne single possono sottoporsi ad inseminazione, ma non esiste alcun specifico riferimento alle lesbiche.

Mi sono particolarmente soffermata sulla tematica dell'inseminazione assistita proprio perché la Saffron vuole sottolineare come fuori dalla Gran Bretagna le cose siano abbastanza confuse nonostante la realtà vada in una direzione molto chiara, che moltissimi si ostinano a voler ignorare.

Significativo a questo proposito è il proverbio cinese che viene riportato all'inizio del libro: un dito indica la luna, peccato per chi guarda il dito, ove colui che guarda il dito rappresenta chi non desidera osservare "oltre" il proprio naso.

Aggiungo qui alcune brevi notizie sulla situazione italiana alla quale nel testo della Saffron non si fa riferimento.

Anche da noi il problema dell'A.I. e della inseminazione assistita ha sempre più rilievo. Il nostro è inoltre un paese ove per fortuna non esiste sino ad ora una legge che vieti l'inseminazione e quindi sia nel primo che nel secondo caso vi è ampia libertà di movimento [Ndr: Questo era vero nel 2002, quando fu scritta questa recensione; oggi, 2005, la legge c'è, e vieta espressamente l'inseminazione a single e lesbiche]. Tuttavia i centri privati in Italia che gestiscono le banche del seme non consentono in nessun caso l'accesso alla fecondazione assistita della donna che si presenta come facente parte di una coppia lesbica.

Insomma, per sottoporsi alla fecondazione assistita la donna lesbica deve fingere di essere eterosessuale e non in coppia.

Per quel che riguarda l'aspetto penale, la legge sull'interruzione di gravidanza (194/78) ha abrogato il titolo 10 dei delitti contro l'integrità e la sanità della stirpe risalenti al Codice Penale Rocco, entrato in vigore nel luglio del 1931.

Per quel che riguarda l'aspetto civile, l'A.I. e l'inseminazione assistita sono da collocarsi tra gli atti di disposizione del proprio corpo e dunque da questo punto di vista non perseguibili, come d'altra parte non è perseguibile la procurata sterilità, sempre in conseguenza della 194/78; poiché inoltre l'A.I. e l'inseminazione assistita (cfr. art. 5 del codice civile: "gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente dell'integrità fisica o quando siano altrimenti contrari alla legge, all'ordine pubblico o al buon costume") non sono atti che turbano l'ordine pubblico e non sono reati, poiché non contrastano con alcuna legge, potrebbero rientrare nella casistica della legislazione civile come contrari al buon costume.

Ma a questo proposito solo il singolo giudice può decidere caso per caso e a sua discrezione, solo se sia intervenuto tra la coppia o la donna e il donatore un accordo in forza del quale il "donante" si obbliga a prestare il proprio seme dietro corrispettivo.

In Italia non esiste nessuna casistica giurisprudenziale avente ad oggetto tale fattispecie. Le poche sentenze per altro neppure emesse dalla Corte di Cassazione concernono la nullità dei contratti denominati di "maternità per concepimento e gestazione" (quando una donna si obbliga, di regola verso una coppia sterile e dietro corrispettivo, a farsi fecondare artificialmente dal componente maschio della stessa).

In conclusione quello della Saffron è un testo interessante non solo per gli "addetti ai lavori" ma notevolmente ricco di umanità e sorprese nella parte - molto ampia - dedicata alle testimonianze, tanto da assumere il sapore e la leggibilità di un romanzo.

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