Lei così amata

19 aprile 2005, Babilonia, maggio 2000

Quando Annemarie Schwarzenbach muore, la madre, preoccupata che possa diventare pubblico qualche segreto sgradevole, distrugge tutte le sue carte, centinaia di pagine, quaderni, fogli dattiloscritti, diari, lettere, quasi a voler azzerare quella insana passione per la scrittura che ha allontanato la figlia dai doveri che le imponevano la sua classe sociale e la sua natura di donna.

Lei, la madre, le tacite regole della buona borghesia le ha sempre rispettate e anche i suoi amori particolari, come quello per la cantante Emy Krueger, li ha saputi vivere con classe, sempre ammantati di perbenismo. Le sue passioni e le sue inclinazioni Annemarie invece le ha sempre esibite ed è questo che la madre non le ha mai perdonato.

La vita scandalosa di Annemarie Schwarzenbach è raccontata ora in questo bel libro di Melania Mazzucco.

Agli inizi degli anni Trenta la giovane Annemarie è a Berlino, che pullula di locali particolari e di donne in calzoni, disponibili e disinibite, e lei, vestita da marinaio, con l'immancabile sigaretta fra le labbra, le abborda senza pudore.

Amica inseparabile di Erika Mann, l'amore più grande della sua vita, e di suo fratello Klaus, segue i terribili "gemelli" a Monaco e poi, quando la famiglia Mann lascia l'Europa, li raggiunge in America, dove vive tempestosi amori con la scrittrice Carson McCullers e con la baronessa Margot von Opel.

Viaggiatrice instancabile e irrequieta, fotografa, archeologa, scrittrice, giornalista, attraversa i continenti, fa uso di droghe, vive le esperienze più estreme fino allo smarrimento del proprio equilibrio mentale, sempre in cerca di un altrove che non riesce a trovare in nessun luogo. Prova perfino l'esperienza del matrimonio, ma il patto di aiuto e complicità con un diplomatico francese, anch'egli omosessuale, si rivela subito un fallimento.

Nel 1942 torna in Svizzera, non dalla madre che l'ha cacciata, ma in una sua casa a Sils e qui muore in seguito a un banale e per molti versi inspiegabile incidente. Ha solo 34 anni.

La madre può tirare un sospiro di sollievo: dopo tanti scandali, finalmente il silenzio. E per un po' di anni è stato così, ma poi è arrivata la riscoperta ed è stata come la resurrezione di Annemarie Schwarzenbach.

La lunga guerra con la madre alla fine è stata vinta da lei, da Annemarie. In Svizzera prima, e poi in Germania, in Francia, in America, e ora in Italia, studiosi di letteratura, storiche delle donne e femministe, si occupano di lei, vengono ristampati i suoi libri, sono organizzati convegni con bella mostra di fotografie che la raffigurano all'apice del suo fascino, androgina, eterea, fragile e nello stesso tempo orgogliosa di sé.

Fatti, personaggi, situazioni, tutto di questa ricostruzione della Mazzucco è vero e documentato, frutto di anni di meticolosa ricerca, ma il libro è presentato come un romanzo ed è giusto che sia così, perché la vita dela Schwarzenbach, così come è raccontata, ha il fascino di un bellissimo romanzo.

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