Murderock - la noia a passo di danza

14 marzo 2013

Fulci due anni dopo il successo, sopratutto all'estero, de "lo squartatore di New York" riprova a battere la strada del giallo a tinte forti. Ambientato in una scuola di danza e infarcito di canzonette e motivi fastidiosi composti da Keith Emerson, Fulci & co. tentano di capitalizzare l'incredibile, e per me alquanto inspiegabile, successo ottenuto da Flashdance circa un anno prima. Il risultato è un film disuguale e che, sopratutto nella prima parte, arranca e si perde in noiose digressioni. Gli omicidi sono molto meno cruenti rispetto a "lo squartatore di New York" ma in un paio di occasioni più efficaci, il secondo omicidio ripreso in controluce ne è un ottimo esempio.

C'è da dire, a parziale discolpa, che il film fu girato molto velocemente e con un budget quasi inesistente. Inutile sottolineare quanto siano noiose e "stonate" le scene musicali: lo stile "quasi documentaristico" di Fulci pieno di zoomate, veloci movimenti di macchina e pochi stacchi poco si adatta al linguaggio da video-clip che in quel periodo si stava affermando.

Fulci ci mette dentro anche un paio di battute su un possibile rapporto lesbico fra le ballerine, idea che però non porta avanti e abbandona quasi subito. Fra i ballerini maschi troviamo un'azzimata e insopportabile "checca" mitomane che si auto-accuserà del delitto solo perché alla ricerca di un po' di notorietà.

Alla fine una grande occasione sprecata.

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