Je t'aime moi non plus

12 giugno 2005, "A qualcuno piace gay" (La libreria di Babilonia, 1995)

Il film (il cui titolo, storpiando volutamente una locuzione tipica francese, significa letteralmente "Io ti amo, anch'io ») uscì qualche anno dopo l'omonima, straordinaria canzone, incisa nel 1969 dalla coppia Serge Gainsbourg & Jane Birkin, che ebbe un enorme successo, anche per via di un sequestro e dello scandalo che ne seguì. Ma in realtà non esiste un legame diretto con la canzone, che si sente più di una volta, ma solo in versione strumentale.

Uscito in Italia di sfuggita e comunque anch'esso sequestrato, il film presenta molte affinità con le opere della coppia Andy Warhol/Morrissey. Anche qui c'è uno stile iperrealista, scarno ed immediato, ma non senza un certo rigore formale; la sceneggiatura efficace esalta il disagio dei personaggi, la loro schematica rozzezza e la spigolosità dei loro tormentati rapporti, esasperati dal deprimente scenario di discariche, di lande sperdute, di sordidi motel. Un'ambientazione rurale che si oppone a quella tipicamente urbana del cinema underground d'oltreoceano e che però, pur vaga, rimanda sicuramente ad un'atmosfera americana.

Ma ciò che più rinvia a Warhol è la scelta di Joe Dallesandro, lo statuario protagonista della trilogia di Morrissey, che conserva qui la sua disarmante flemma, con la quale smonta la carica distruttiva di Johnny e Patrice.

Il rapporto di Krassky con i due è diverso: quello con Patrice ha radici profonde, poiché si fonda anche sulla solitudine e sull'emarginazione. Al contrario la disperata storia d'amore che lo lega a Johnny è importante soprattutto per la ragazza, che vi vede una possibilità di fuggire dal suo mondo claustrofobico e violento, che la vede vivere isolata, maltrattata dal padrone e presa in giro dai camionisti di passaggio. Per questo la ragazza accetta il solo rapporto fisico che può interessare Krassky, affascinato dal suo androginismo.

D'altra parte il film trova proprio nel sesso la sua principale carica emozionale: un sesso visualizzato con forza con Johnny, ma evidente anche nel rapporto tra i due uomini, come nei tanti scambi fisici e nella splendida scena in cui si rotolano sull'ammasso di biancheria.

I tre attori sono bravissimi, ma molto si deve alla bellezza di Dallesandro, spesso nudo. A loro si aggiunge il ruolo cammeo di Depardieu, nei panni di un contandino: uno che ci sta con tutti gli uomini, anche se c'ha rinunziato perché ce l'ha tanto grosso che ne ha rovinati molti...

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Altre recensioni per Je t'aime moi non plus

titoloautorevotodata
Je t'aime moi non plusMauro Giori
21/08/2006

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autoretitologenereanno
Giuseppe (pseud.) BoiUominipoesia1991

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