Amore tra uomini in Sicilia

C’è il sapore della Sicilia in questo primo romanzo di Salvo Di Roberto. Lo si respira in ogni riga e non solo grazie alle descrizioni accurate che l’autore propone, ma nello stile stesso scelto a rappresentarle e sempre carico di vivacità, solarità ma anche sottile malinconia. Trattandosi di un’opera prima, “D’oro e d’argento” presenta alcune imperfezioni, che tuttavia non sottraggono valore al libro. Al centro della storia un giovane musicista siciliano, bello e prestante, abituato sin da giovanissimo a vivere, oltre alle tante storie con donne, fugaci incontri sessuali con uomini. Mai in questi incontri ha però pensato di poter trovare più che un soddisfacimento corporale momentaneo; la sua vita sarà con una moglie e dei figli, continua a ripetersi. Finché un giorno nel suo teatro non appare Fritz, dalla conturbante bellezza nordica. Un semplice gioco di sguardi e la seduzione si compie. Ne nascerà una turbolenta storia d’amore: Fritz è sposato e la fedeltà non è certo il suo forte. Per questi e altri motivi la lunga relazione a distanza si trasformerà per il giovane siciliano in un atroce calvario, dal quale a stento riuscirà e riemergere.

Salvo Di Roberto presenta in questo romanzo la storia vera riferitagli dal diretto interessato nel corso di lunghe conversazioni; il compito dell’autore è di mettere per iscritto quanto avvenuto per testimoniare la limpidità di una relazione omosessuale e la “normalità” della condizione gay. Lo scopo didascalico dell’opera è dichiarato, ma ciononostante disturbano un po’ i ripetuti richiami all’aspetto mascolino dei protagonisti, o all’assenza di atteggiamenti effeminati negli amici che Emanuele incontrerà nel corso della sua avventura. Tra questi incontri c’è quello, fatto durante una interruzione del rapporto con Fritz, con Luigi, giovane sieropositivo con cui il protagonista vivrà una platonica ma intensa relazione e di cui alcuni anni più tardi apprenderà la morte; uno dei capitoli più delicati del libro, per i temi trattati.

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