Gli invasati

7 agosto 2005

Wise ha dimostrato in più occasioni di essere un regista estremamente versatile e competente: a lui si devono film diversi come i musical West Side Story (1961) e Tutti insieme appassionatamente (1965), il primo film della saga di Star Trek (1979) e un western innovativo come Sangue sulla luna (1948). Qui torna al suo primo amore, l'horror: Wise aveva infatti esordito con Il giardino delle streghe (1944) e La iena (1945), due piccoli gioielli della paura prodotti da Val Lewton. E torna all'orrore in grande stile: Gli invasati è un capolavoro di suspense costruito con una regia brillante capace di terrorizzare con le sue ossessioni visive, con trucchi semplici ma efficaci e soprattutto con l'uso intelligentissimo del suono.

Al terrore gotico si associa quello psicologico: alla possessione della casa isolata si sovrappone infatti il filtro della psiche squilibrata della protagonista, Eleanor, la cui instabilità emotiva e i cui vividi sensi di colpa (si sente responsabile per la morte della madre, o forse non accetta di odiarla perché in realtà le ha sacrificato la sua giovinezza) deformano la percezione degli eventi stessi.


La sua repressione viene fatta uscire allo scoperto anche tramite l'accostamento con l'altra protagonista, Theodora, una medium il cui lesbismo è ripetutamente accennato e fin dall'inizio non potrebbe essere più chiaro, anche se la parola proibita non viene mai pronunciata. Al massimo Eleanor, raggiunto il culmine della sua isteria, si lascia scappare che la considera un "errore della natura". Theodora reagisce con dignità ed equilibrio, e del resto Eleanor sta semplicemente crollando dal punto di vista psichico, ma in realtà trova in Theodora un sostegno rassicurante.

Nonostante la sua apparente freddezza, Theodora si rivela infatti più stabile, matura e sensibile di Eleanor (verso la quale prova una certa attrazione che non nasconde), e non a caso le sopravvive (cosa mai scontata per un personaggio omosessuale del cinema hollywoodiano dell'epoca).


Per i vitorussiani ricordo che l'autore dello Schermo velato odiava questo film e considerava il personaggio di Theodora una "nevrotica lesbica del Greenwich Village [...] fuori dal mondo" il cui lesbismo è "interamente mentale e la sterilità la blocca a un punto morto". Insomma Russo si arrabbiava perché Theodora e Eleanor non vanno a letto insieme (o se ci vanno non è per fare sesso).


Il film è tratto dal romanzo La casa degli invasati di Shirley Jackson, portato sullo schermo anche da Jan De Bont (Haunting - Presenze, 1999) in un film chiassoso e inefficace.

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