Guerra eterna [1974]. L'omosessualità come metafora dell'estraniamento.

Romanzo di fantascienza.

Viaggiando alla velocità della luce, le astronavi terrestri impegnate in una guerra galattica ritornano sempre alla base, per la dilatazione del tempo che si verifica a tale velocità, anche secoli dopo la partenza. Ed ogni volta il pianeta è cambiato.

La sorpresa più grande arriva quando, per controllare la sovrappopolazione, i terrestri incoraggiano il condizionamento omosessuale.

In "breve tempo" (soggettivo) i veterani, vecchi ormai di 1200 anni, si trovano ad essere "diversi", quasi relitti del passato. Ed è divertente leggere di come i vecchi soldati vengano ammoniti perché non si azzardino a molestare, da maialoni, le povere innocenti reclute di sesso femminile, sanamente lesbiche...

L'ultima missione li riporterà su una Terra del 3100, popolata da cloni omosessuali (sia lesbiche che gay) che hanno cambiato mentalità, avvicinandosi all'analoga condizione del nemico, con cui non a caso sono riusciti infine a concludere la pace.


I nuovi terrestri mettono comunque a disposizione dei reduci un pianeta (sul quale si svolge il mediocre sequel di quest'opera, Missione eterna), riservato agli eterosessuali e a coloro che amano la "vecchia maniera" di vivere, e che svolge anche il ruolo di "riserva genetica".

Il romanzo, che è una metafora del rapporto fra gli Usa e i reduci della guerra del Vietnam, è d'azione, ma raramente l'omosessualità è stata trattata in modo così divertente e positivo (cfr. soprattuto in questa edizione le pp. 83-85, 105, 109, 123-125, 129, 139-141, 145, 179).

La trasformazione dell'intero pianeta in qualcosa di totalmente "altro" mentre i soldati erano altrove a combattere, racconta meglio di mille saggi lo sconcerto di chi era partito a combattere, come Haldeman, per un Paese e una visione del mondo che al proprio ritorno non aveva trovato più.

Raccomando la lettura di questo romanzo sia a chi ama la fantascienza, sia a chi è in grado di apprezzare questo originale e divertente uso letterario dell'omosessualità quale metafora politica.


Guerra eterna è oggi considerato un classico della fantascienza, ed è stato ristampato più volte (anche nella traduzione italiana).

"Curiosamente", nei riassunti che se ne leggono (anche online), l'aspetto omosessuale che è essenziale per la satira dell'autore, "sparisce" sempre. Chissà come mai...

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