L'omosessualità dei bianchi

17 settembre 2005

Sesso e repressione sessuale tre i selvaggi, del 1927 ma pubblicato in Italia nel 1932, è tra i più celebri testi di Bronislaw Malinowski (1884 - 1942).

L'etologo racconta con il metodo dell' "osservazione partecipante" la sessualità delle tribù melanesiane e critica Freud postulando che, in quelle società, il complesso edipico fosse inesistente.


Malinowski offre un quadro curioso dell'omosessualità:


"Si sapeva che l'omosessualità esisteva presso altre tribù ed era considerata pratica sudicia e ridicola. Essa si manifestò nelle Trobriand, solo per influenza dei bianchi, e più specialmente della moralità dei bianchi. I ragazzi e le ragazze di una stazione missionaria, rinchiusi in case separate e completamente isolate, messi insieme, dovettero fare da sé, dal momento che veniva loro negato ciò che ogni trobriandiano considera come giusto e do­vuto. Secondo accuratissime inchieste svolte fra indigeni viventi nelle missioni e indigeni estranei alle missioni, l'omosessualità è risultata normale fra quelli presso i quali la morale dell'uomo bianco è stata imposta in tal maniera irrazionale e antiscientifica.

A ogni modo ci fu qualche caso in cui «malfattori» colti in flagrante vennero ignominiosamente banditi dal cospetto di Dio e, respinti ai loro villaggi, dove uno di essi cercò di continuare, ma dovette smetterla sotto la pressione della morale indigena, che si manifestò con beffe e derisione.

Ho anche motivo di supporre che le previsioni prevalgano molto di più a sud, nell'arcipelago di Amphlett e d'Entrecasteaux; ma devo nuova­mente rammaricarmi di non essere stato in grado di studiare quest'importante problema nei suoi particolari."

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