Quasi niente

21 ottobre 2005, Pride n. 76, ottobre 2005

Esce in dvd uno dei film più amati nel mondo gay: Quasi niente - Presque rien (2000) di Sébastien Lifshitz, nato nel l968 a Parigi e di origini russo-egiziane, il quale già aveva offerto convincenti prove coi mediometraggi Les corps ouverts (1997) e Les terres froides (1998).

Il diciottenne Mathieu (Jérémie Elkaim), timido e un po' introverso, sta trascorrendo come ogni anno le vacanze in una cittadina di mare presso Nantes, assieme alla madre malata (Dominique Reymond), alla zia e al cugino. Un giorno un bel ragazzo, Cédric (Stéphane Rideau), inizia a fissarlo sulla spiaggia. Mathieu, che non ha mai avuto relazioni omosessuali, se ne scopre attratto, ma non osa fare quel primo passo che invece in una placida serata estiva farà Cédric, disinvolto e sicuro di sé. Da subito l'attrazione fisica fra due è fortissima e il sesso viene consumato voracemente fra le dune. La passione che prende Mathieu lo porterà a rivelare, non senza disagio, la propria omosessualità alla madre.

Finita l'estate, Mathieu va a vivere con Cédric, ma poi qualcosa nel rapporto fatalmente si incrina. Mathieu, depresso, tenta il suicidio e viene ricoverato in clinica. Quando esce, ritorna nella cittadina per ripensare a quella straordinaria avventura d'amore che ormai trova posto solo nei ricordi e che pure gli fa battere ancora forte il cuore.

Avercelo in Italia un regista come Sébastien Lifshitz&! Il suo cinema - come quello di Gaël Morel, quello di A tutta velocità e di Le clan - è fatto di sguardi, di fremiti impalpabili, di corpi incandescenti di ragazzi, di un'esplorazione sensuale e lirica dell'universo maschile. Qui Lifshitz sorprende per la capacità di saper raccontare compiutamente ciò che si presenta invece quanto mai spezzettato visivamente. Molte sono infatti le cose poco chiare, dalla malattia della madre, forse depressione, alle ragioni della rottura della relazione dei due ragazzi fino al tentato suicidio di Mathieu. Come se non bastasse, i tre momenti in cui è divisa la storia - l'estate (la vacanza e l'innamoramento), l'inverno (il ricovero) e l'autunno (il ritorno nella cittadina l'anno dopo) - si alternano in maniera mischiata e con molte ellissi. Così ne nasce una certa confusione nello spettatore, forse non sempre capace di ricomporre il racconto.

Ma tutto ciò ha un suo perché. In questa maniera Lifshitz riesce a dare corpo ai ricordi confusi di una memoria che sta cercando di capire e di dare una ragione al perché delle cose.

Con tocco leggero il film porta a galla le titubanze di Mathieu, diviso fra l'amore per Cédric e il rapporto con la famiglia, e sa cogliere in profondità le emozioni e i turbamenti di quel momento così fragile che è l'abbandono dell'adolescenza, qui resa ancora più traumatica dalla scoperta della propria omosessualità. Un'età nella quale le pulsioni sessuali e le remore familiari e sociali si accavallano in un groviglio di sensazioni che fanno spesso venire il groppo in gola.

Quasi niente è un film romantico e sensuale, che parla di amore e di dolore ed è attento alle sfumature del cuore. Ma nello stesso tempo sa osservare con goduria il sesso: molte sono infatti le scene esplicite (fra cui una splendida in cui Cédric è posseduto su una duna), girate con estrema naturalezza, come quella di Mathieu che gioca col proprio membro sotto la doccia (la ragione per cui il film fu vietato ai minori di 18 anni).

Bravissimi i due attori: Elkaim nelle sue contraddizioni, Rideau nella sua sensualità. Buono il dvd (€ 14.99), con una bella copertina con un'immagine di Pierre & Gilles con i due protagonisti a torso nudo e ricca del trailer cinematografico e delle filmografie.
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