I&G

31 ottobre 2005

Jimmy (che fino a qualche mese fa si chiamava Canal Jimmy) si propone da anni con un'immagine di canale attento ai giovani, alla cultura popolare e "al passo coi tempi". Ha così sempre trattato, attraverso le sue serie tv (che costituivano il grosso della programmazione), ma anche attraverso film e documentari, argomenti che altrove molto difficilmente facevano capolino, tra cui l'omosessualità. Nel 2002, tre mesi prima che gay.tv iniziasse le sue trasmissioni, Jimmy aveva ideato una trasmissione giornalistica dedicata interamente all'omosessualità (Good as You), che nella prima stagione aveva ospite fisso Alessandro Fullin. In seguito, in parallelo a gay.tv, aveva proposto interi cicli di film a tematica omosessuale.


Oggi Jimmy si è data alla produzione di serie tv nostrane con Jimmy Factory, uno spazio che accoglie diverse sit-com che, com'è nella tradizione del canale, hanno a che fare con vari aspetti della sessualità, per lo più su imitazione di serie americane (a cominciare da Sex and the City). I risultati sono però oltremodo deludenti, soprattutto nel caso di I&G, sit-com con protagonisti due giovani, un gay e un etero, che convivono dividendo un appartamento.


L'idea, invero poco originale, serializza uno spettacolo teatrale che i protagonisti, Igor Damassa e Gabriele Pignotta, hanno interpretato insieme. La comicità della serie è però al livello del varietà italiano di qualche decennio fa, con amene volgarità (non faccio esempi, immaginare è fin troppo facile...) e luoghi comuni a quintali (Igor, il gay, è ovviamente fanatico della Carrà, fashion victim, erotomane, effeminatissimo, ecc.). Ma, soprattutto, i tempi della recitazione sono completamente sbagliati: lo "stile" di Damassa e Pignotta, che sono anche co-sceneggiatori, può anche funzionare a teatro, ma la televisione è un'altra cosa e richiede altri ritmi, altre cadenze, un altro tipo di interazione tra gli attori. Senza contare che il livello delle gag è quello della commediaccia all'italiana di trent'anni fa.

Al di là dei limiti imposti dal budget, I&G nasce vecchia, tristemente vernacolare e priva di ispirazione, e si ferma a un livello sostanzialmente amatoriale (in linea con la televisione italiana degli ultimi anni, certamente, ma da Jimmy ci si poteva aspettare qualcosa di più).


Nel caso qualcuno avesse dubbi circa il fatto che basta davvero poco per annullare trent'anni di faticose conquiste nella nostra rappresentazione in televisione, eccovi serviti. E non occorrono necessariamente cattive intenzioni, basta semplicemente la più completa assenza di immaginazione.

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