Jeepers Creepers II

24 novembre 2005

Qualcuno l'ha definito "il film horror più gay della storia", e se fosse vero saremmo messi male. Certo non serve aspettare molto per capire che qualcosa sotto c'è: fin dalla prima sequenza il regista non perde occasione per mostrare nel modo più gratuito ragazzi mezzi nudi (le ragazze invece non hanno mai meno di un maglione addosso...) in attesa che il mostro di turno venga a divorarli.

Intanto si allenano facendo pipì in gruppo nel prato e dandosi addosso l'un l'altro, per motivi razziali (il protagonista bianco se la prende con un compagno di classe perché, essendo nero, è favorito nel basket!) o sessuali. Uno dei ragazzi viene infatti preso in giro a più riprese perché a suo tempo è stato visto in un bar gay dove, si scopre alla fine, stava in effetti rubando un furgone. Ma il suo amico - mentre stanno scappando dal mostro che li insegue... - rincara: "in un bar gay?". Non riceve risposta e la cosa finisce lì.


Il tutto appare appiccicato in modo piuttosto pretestuoso nel vano tentativo di creare qualche tensione drammatica tra i personaggi, giusto per non lasciare tutto il film ai pruriti dello spettatore e allo splatter (sarà per quello che quando il mostro stacca la testa a un ragazzino, insieme gli toglie anche la maglietta?). Ma la logica narrativa fa acqua da tutte le parti, come del resto accadeva già nel primo episodio di quella che vorrebbe essere la nuova saga dell'horror adolescenziale, e il punto debole è proprio il mostro, una specie di diavolo-spaventapasseri che non sa far altro che annusare e squadrare (!) per bene le sue vittime prima di scegliere cosa mangiare di ciascuna di esse.


I maschietti pin-up vengono divorati uno a uno, compreso il più antipatico, con l'eccezione proprio del sospetto gay e del ragazzo di colore: i diversi si salvano, e alla fine lo spettatore paziente viene ripagato con un nuovo ragazzo pin-up a torso nudo pronto per il terzo episodio.


Inevitabile allora andare a controllare per verificare l'ovvio: il regista è gay (per la verità era pure finito in prigione per aver fatto sesso con un attore minorenne di uno dei suoi primi film) e racconta di essersi sempre identificato con il mostro. Ma va? Che bello se, oltre a imprimere ai suoi film questo genere di virate politicamente corrette, imparasse anche a fare cinema. E con virate politicamente corrette non mi riferisco ovviamente alla concessione delle pari opportunità - pur infrequenti - in fatto di esibizione gratuita dei corpi (per la qual cosa esiste un genere apposito), ma al fatto piuttosto raro che siano i "diversi" - o sospetti tali - a salvarsi, e siano quasi gli unici. Una volta non solo morivano sempre, ma sempre per primi.


Certo, sognare per sognare, sarebbe anche bello se Coppola (produttore di entrambi i film della saga) tornasse a fare i suoi di film...

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