I Fell In Love With a Dead Boy

1 marzo 2012

La canzone è una disperata dichiarazione d’amore a un ragazzo sieropositivo: Antony ha affermato di aver vissuto in prima persona le complicazioni di un amore su cui pendeva una “sentenza di morte”, quando agli inizi degli anni ’90 si innamorò di un cantante che aveva contratto l’HIV.

A un incipit cupo, in cui Antony prende atto del decesso dell’innamorato e si sdraia accanto a lui, tenendolo per mano, segue una rievocazione strappalacrime delle prime fasi della loro relazione. Il desiderio di felicità e la voglia di uscire allo scoperto (con un doppio coming out: Antony è transgender, e in più c’è anche la malattia dell’amato da raccontare) vanno di pari passo con la dignità più intima e familiare del loro amore (“Sussurrerò il segreto nella terra:/ Nessuno ti porterà mai via da me”).

Ma ecco che irrompe di nuovo la visione concreta del corpo esanime, e cominciano i rimpianti (“Dirò alla mia famiglia:/ ‘Vorrei che aveste potuto incontrarlo’”) e il rammarico di non essersi detti tutto ciò che c’era da dirsi (“Ora scriverò lettere all’Australia/ E lancerò bottiglie in mare”).

In un estremo tentativo di restituire decoro vitale al fidanzato morto, Antony più volte gli chiede: “are you a boy or a girl?”, “sei un uomo o una donna?”. Proprio in questi ultimi versi si scopre quindi che, con ogni probabilità, anche il fidanzato era transessuale: in modo tanto semplice quanto commovente, Antony chiede alla salma di riasserire un’identità di genere – come a dire che l’amore e il suo ricordo trascendono la cruda (e defunta) fisicità. Sull’ultimo “boy”, il cantante raggiunge poi un Mi altissimo – che, unito alla disarmante fragilità con cui il testo viene interpretato e offerto all’ascoltatore, non può lasciare indifferenti i più propensi al coinvolgimento emotivo.

Nel 2004, Antony fu chiamato dal regista francese Sébastien Lifshitz per il suo film “Wild Side” – racconto della storia d’amore a trois tra una prostituta transgender parigina, un prostituto magrebino e un massiccio reduce di guerra russo. “I Fell In Love With a Dead Boy”, cantata quasi a cappella (solo un violino suona qualche nota ogni tanto), fa da sottofondo alla sequenza iniziale in cui la telecamera inquadra un corpo nudo: prima una schiena, poi una mano sottilissima e smalto rosso sulle unghie dei piedi, poi un seno che pare non lasciare dubbi, infine dei genitali maschili. “Are you a boy or a girl?”, appunto.

Dello stesso artista sono da ricordare anche “Divine” (dall’album di esordio “Antony And The Johnsons”), appassionata commemorazione della drag queen più famosa d’America, e “You Are My Sister” (dal secondo album, “I Am A Bird Now”), duetto con Boy George: la “sorella” in questione non è solo quella biologica di Antony, ma è anche Boy George stesso, importantissimo punto di riferimento adolescenziale per Antony.

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