The Two Cowboy Waltz

25 marzo 2012

Dopo gli ultimi repubblicanissimi vent’anni del Novecento, la musica country ha conosciuto un ritorno alla sua originaria idea di ecumenica fraternità agreste, scoprendosi prima un po’ anti-Bush (junior), e poi gay-friendly. La realizzazione del pur non esaltante “Brokeback Mountain” è stata la spia cinematografica di un cambiamento di temperie: molti artisti country si sono dichiarati a favore del riconoscimento dei diritti dei cittadini omosessuali (dai nomi storici come Dolly Parton e Willie Nelson alle democratiche Dixie Chicks e Jennifer Nettles, dai popolarissimi Rascal Flatts e Reba McEntire alla materna Martina McBride, ma c’è anche il fervente repubblicano Toby Keith).

Con queste premesse, era inevitabile che alcuni facessero coming out: prima Kristen Hall, ex voce degli Sugarland; poi Chely Wright, a carriera ormai in fase calante; da ultimo, il canadese Drake Jensen. Caso controverso quello di Kenny Chesney: la celebre attrice Renée Zellweger lo lasciò quattro mesi dopo averlo sposato, adducendo un’innominata “fraud” come motivo della separazione, il che consolidò le voci sulla presunta omosessualità del cantante. Chesney ha sempre e comunque negato di essere gay.


Ogni volta che qualcuno si dichiara omosessuale nel mondo country, la smemorata stampa gli attribuisce una sorta di primato cronologico, risultando molto persuasiva, tanto da convincere gli stessi artisti di essere dei pionieri: la sopraccitata Chely Wright si è più volte presentata come “la prima cantante country dichiaratamente lesbica”. Con buona pace di k. d. lang, Doug Stevens e Mark Weigle, che già erano apertamente country e omosessuali ai tempi in cui la Corn Belt e il profondo Sud votavano compatti per Bush (senior) e Bob Dole.


L’album di esordio di Mark Weigle, The Truth Is, è un compendio delle gioie e dei timori di un cowboy gay. Musicalmente, si tratta di un’opera modesta, veramente riuscita soltanto in quattro o cinque dei tredici pezzi che la compongono; tuttavia, l’insieme dei suoi testi costituisce un esperimento validissimo e coraggioso (e, finora, anche quasi unico). La musica country ha la fama di dar voce alle preoccupazioni della gente comune, ed è su questo piano che The Truth Is risulta essere un tentativo vincente.


In “Take Your Shoulder From the Wheel”, Weigle chiede al suo compagno di farsi ridurre l’orario di lavoro, così che possa rientrare a casa meno stanco ed essere più disponibile alle dimostrazioni di affetto. In “Oz”, paragona alcuni uomini amati in passato alle figure del Leone senza palle, dell’Uomo di Latta senza cuore e dello Spaventapasseri senza cervello. In “If That Wasn’t Love”, difende la dignità dell’amore tra due uomini citando il caso estremo di una relazione in cui uno dei due è sieropositivo. In “No More Nights Alone”, rispetta la tradizione dei duetti oh-così-romantici! presenti in ogni album country che si rispetti, sennonché Weigle duetta con un uomo (tale Blackberri, dalla voce profonda e dall’aspetto ursino) e non con una donna.


La canzone più orecchiabile è però “The Two Cowboy Waltz”, in cui Weigle sogna di essere coinvolto dal compagno in una romantica danza “stivali contro stivali, Stetson contro Stetson” – e di lasciare a bocca aperta gli astanti con la grazia degli ondeggiamenti dei fianchi.


Weigle si ritirò dalla scena musicale nel 2007: costretto ad autoprodursi, nonostante cinque album all’attivo e un discreto successo, disse di aver “messo fine alla mia carriera nella musica per via della mancanza di sostegno”, e non solo economico. Amaramente, e con un po’ di innocente candore, constatò che “ho dedicato la mia carriera alla comunità gay, che però sembra più interessata ai VIP eterosessuali, alle graziose ragazze ventenni, alle pornostar e alle drag queen”. Alla fine del 2011, tuttavia, ha annunciato un futuro ritorno alla musica.

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