La canzone di Achille

28 maggio 2013

Il romanzo storico ambientato nel periodo dell’Antichità vive oggi una stagione di grande successo: la grande protagonista è Roma con il suo Impero, ma anche altre epoche e popoli sono frequentati, come la Grecia, l’altra grande civiltà del Mediterraneo, divisa tra libertà e oppressione, primi aneliti di democrazia e discriminazione.

Madeline Miller, storica classica, racconta ne La canzone di Achille una pagina mitica della storia greca, quella della guerra di Troia, realmente accaduta ma resa immortale e leggendaria grazie ad Omero. L’autrice sceglie di raccontare la vicenda di uno degli eroi più emblematici di quella pagina tra mito, leggenda e realtà, Achille, raccontandone le gesta e la morte attravero gli occhi dell’amico Patroclo, principe esiliato diventato inseparabile dell’eroe acheo, pronto a dare la sua vita per Achille, dal quale nemmeno la morte lo separerà, sotto le mura di quella città che travolgerà i loro destini e le loro esistenze.

Dalla voce di Patroclo rivive una vicenda che per anni e generazioni nelle scuole non solo italiane è stata glissata e censurata, quella dell’amore che univa i due eroi, un amore più importante di tutto il resto, un baluardo di umanità all’interno della prima, grande guerra documentata del genere umano, dove quel sentimento tra quei due ragazzi risulta più vero e onesto di tutti gli interessi economici e passionali degli altri guerrieri.

La canzone di Achille mescola sapientemente il romanzo storico e il fantasy antico, non più così praticato ultimamente, fa ripassare in maniera efficace pagine per molti lontane e legate agli anni della scuola, e ricorda come nell’Evo antico l’omosessualità, in particolare quella maschile, fosse abituale e non sconveniente, e spesso fosse il vero legame affettivo degli eroi e dei guerrieri.

Un libro che piacerà senz’altro ai cultori del romanzo storico, ma anche agli amanti dei generi slash e yaoi, che rileggono in chiave omosessuale personaggi celebri della finzione, anche se qui il rapporto tra i due era ben chiaro fin dall’inizio, e fanno sorridere con il senno di poi le parafrasi degli insegnanti a scuola. La canzone di Achille potrebbe essere anche letto a scuola in parallelo all’Illiade, magari anche per combattere omofobia e pregiudizio, ancora troppo tollerati e presenti nell’animo dei più giovani e non solo.

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