Niente di sacro (tantomeno Anita Bryant)

5 agosto 2013

Meglio essere LGBTQI(XYZ) di quando in quando tollerati in un mondo piddino e più politically correct, oppure froci inter pares in un mondo meno politically stronzo? La seconda che ho detto, a mio modesto parere.

Quindi evviva David Allan Coe, grandissimo musicista country con turbolente vicende personali alle spalle e una vena poetica white trash nell’animo. Non è certo il manzo belloccio e inoffensivo che si trova in cima alle classifiche, ma è riuscito comunque a piazzare qualcuna delle sue canzoni da peggiori bar del Texas in posizioni di tutto riguardo. Più volte accusato di razzismo, misoginia e omofobia perché nei suoi testi fa uso di un linguaggio non edulcorato, in realtà Coe è fratello e allegro compagno di bevute di neri, donne e omosessuali. Per fare qualche esempio: “Nigger Fucker” (da “Underground” del 1982) è la storia di una donna che abbandona il marito bianco e microdotato per un uomo nero più gentile ed equipaggiato; “Don’t Bite the Dick” (sempre da “Underground”) è un inno al libero amore, in cui Coe auspica che le madri insegnino alle figlie che “sex is not a sin”; in “Cum Stains on the Pillow” (da “Nothing Sacred” del 1978), le macchie del titolo sono lo sconsolato correlativo oggettivo dell’abbandono della donna con cui il cantante aveva vissuto momenti di giubilo.

“Nothing Sacred” contiene anche “Fuck Aneta (sic) Bryant”, in cui la cantante e attivista anti-gay viene annientata al grido di “throw that bitch in prison” e “who the hell is she,/ telling all them faggots/ that they can’t be free?”. Già lo spelling volutamente scorretto del nome di battesimo è un'asserzione dell'insignificanza del personaggio. Segue un elenco dei motivi per cui gli omosessuali stanno tanto a cuore a Coe: insieme a due o tre dei classici stereotipi (“they wash your clothes”, “ sew up all your clothes”, “help you dress”) ci sono più o meno tutte le azioni di cui un essere umano è capace (“they give you smokes”, “take your life/ in a jealous rage”, “they all read and write/ fuck all night”). La chiosa è divertentissima: “I tell you/ some are big, some are small, some are in-between/ some are yellow belly queers, and some of them are mean./ Some are killers, some are thieves, some are singers too,/ In fact, Aneta (sic) Bryant, some act just like you”.

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