Le bambine che cercavano conchiglie

22 agosto 2013

Tra le proposte di quella che gli anglosassoni chiamano women’s literature, letteratura al femminile, uscite negli ultimi mesi, spicca il romanzo di esordio di Hannah Richell, impegnata nel mondo della televisione britannica e scritto mentre era a casa in maternità.

Il libro si differenzia dalla narrativa al femminile inglese degli ultimi anni, raccontando la storia di una famiglia dal punto di vista dei suoi membri femminili, dove emergono le due bambine del titolo, Cassie e Dora che troviamo piccole nei flash back e poi donne adulte oggi, da dove parte la storia.

Nel loro passato c’è la tragica scomparsa misteriosa del fratellino, mai ritrovato e probabilmente morto, sulla spiaggia a due passi dalla dimora di Clifftops, in un pomeriggio d’estate in cui le due ragazze ormai adolescenti si erano distratte per un attimo, mentre il padre era al lavoro e la madre Helen, che aveva rinunciato alla carriera con parecchi rimpianti, era dal suo amante. Questo porta a rimpianti e risentimenti oltre che sconvolgimenti nelle loro vite, e sarà Dora, molti anni dopo, incinta del suo primo figlio, a cercare di superare i drammi e i lutti del passato, riannodando i rapporti con la sua famiglia e tornando in quello che era un posto felice prima che accadesse tutto.

Romanzo psicologico e descrizione d’ambiente, consigliato per chi ama le atmosfere british, sul tema sempre attuale del superamento del lutto, tra commozione e emozione e con la citazione, che i topi di biblioteca riconosceranno, del classico gotico Rebecca la prima moglie di Daphne du Maurier, nella descrizione della casa abbandonata in cui Dora torna per scoprire e superare.

La curiosità grossa del libro è Cassie, la sorella con cui Dora ha perso i contatti da anni perché ciascuna incolpa l’altra dell’accaduto, che ha fatto una scelta di vita diversa dalla sua, impiegata a Londra con marito e in attesa di un figlio. Cassie vive in campagna, lavora in una fattoria biologica ed è lesbica, infatti il giorno che il fratellino sparì non era con un ragazzo ma con una ragazza.

La rivelazione avviene in maniera naturale, come sono viste in maniera naturale le evoluzioni di vita di Dora e della mamma. In un romanzo rivolto non solo al pubblico omosessuale o a tesi viene introdotto un personaggio gay, non una macchietta come poteva essere l’amico di Bridget Jones, ma una delle protagoniste, la cui scelta di vita è vista come una delle possibili e che non crea patemi d’animo negli altri personaggi.

Le bambine che cercavano conchiglie è un libro per un pubblico di donne non giovanissime, amanti dell’introspezione psicologica e delle saghe familiari, e l’introdurre un personaggio gay importante è importantissimo, soprattutto qui in Italia, non forse in Gran Bretagna, dove la regina ha firmato con grande soddisfazione la legge che dal prossimo 2014 permetterà a gay e lesbiche di sposarsi. Per fortuna che ci sono libri come questi, d’evasione e non settoriali, che possono provare a scavare brecce nella mentalità di un pubblico generico e magari nemmeno così informato.

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