Men on men 5

13 aprile 2007, AUT, n.88, marzo 2007.

Quinto appuntamento con la familiare serie di racconti gay.

L'outsider spagnolo Mendicutti in "Solamente una volta" si muove magistralmente tra erotismo e feroce satira dell'ipocrisia religiosa: per mostrare in che senso il focoso Jonatan gli abbia sfondato la "cassettiera" durante un trasloco, un giovane 'peccatore' non pentito passa alle vie di fatto in confessionale coinvolgendo l'arrapato prete di turno in una scopata coi fiocchi.

In "Non dirmi che non sei felice" Barbati esplora un universo parallelo (la mente corre al magmatico "Cinema" di Gadda), un devoto pellegrinaggio nel purgatorio di una torrida sala dove tutti sono persi nel gioco dell'attrazione dei corpi: non un cinema a luci rosse "ma una Casa Sollievo della Sofferenza" che lenisce i sensi e la solitudine, invasa da un'orda di angelici ed esotici marchettari dalla vorace adolescenza, calati sulla Città Eterna per conquistarla.

In "Lorelai dei girasoli", Carrino fissa con pietas l'omocidio di una trans, prorompente come la Rosalinda Sprint di "Scende giù per Toledo" di Patroni Griffi: tutti la schifavano per poi cercarla di notte, fino al fatale incontro col suo carnefice.

Casadei Turroni in "Alan, l'amore secco" evoca l'aridità di una famiglia di fronte alla morte del compagno del figlio; Giorgi in "Shiny Happy Boys" ci trascina nei "manzo-tour" di un 'gay-zombie' che si innamora di Roberto, consumando in pochi mesi un'intera parabola d'amore.

Vanacore in "Che vuole Marta?" divaga su un bibliofilo e sulla sua amica 'frociarola': irresistibile la favola sul 'fiore ano' o il peana sull'inculata, surclassata da una generalizzata 'pompinomania'.

Del Bò in "Vittorio" ritrae gli sbattimenti di un insonne cronista di nera perso nella prigione dei ricordi, all'inseguimento del sole e del dio-ragazzo che l'ha abbandonato.

Russo in "Camicie concave" con un mimetico linguaggio ottocentesco fa rievocare ad un vecchio 'Gattopardo' un'indimenticabile 'cavalcata' col suo migliore amico di gioventù.

Ialeggio in "Il corpo di mio padre" pone a confronto la passione omoerotica di un uomo col felice rapporto col padre da bambino.

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