Rica'tte Kanji?!

15 novembre 2013, Pride n. 150 - Dicembre 2011

Sebbene il famigerato acronimo glbt indichi la pluralità delle diverse componenti del mondo arcobaleno (gay, lesbiche, bisessuali e transgender), il mercato del fumetto vede pubblicare in Italia una netta prevalenza di libri a tema gay su tutti gli altri. Per questo fa piacere segnalare un volume piuttosto insolito dedicato a personaggi lesbici.

Rica‘tte Kanji?! (“Una specie di Rica?!”) – Una novellina a Tokyo è la prima uscita a soggetto lesbico della neonata Renbooks, casa editrice bolognese votata alla pubblicazione esclusiva di fumetti glbt da tutto il mondo.

Serializzato sulle maggiori riviste lesbiche giapponesi, il libro racconta attraverso una sequenza di brevi storie le avventure della ventenne Rica (nome che non ha nessun particolare riferimento autobiografico dell’autrice), giunta dalla campagna nella metropoli di Tokyo per studiare e soprattutto per vivere pienamente la propria omosessualità. La vediamo fare il suo ingresso in un locale per sole donne del quartiere gay della capitale, Ni-chome, attirando da subito le attenzioni delle frequentatrici, ammaliate dal candore della novellina e ansiose di attentare alle sue grazie acerbe. Tra queste c’è Miho, studentessa d’arte svogliata, più grande di Rica e cacciatrice di gonnelle, la quale all’inizio viene travolta dall’irruenza della ragazza e poi, via via, ne viene conquistata, cadendo innamorata senza riuscire però a confessarlo alla diretta interessata. Cominciano così a frequentarsi assiduamente e Miho scopre presto che Rica non è del tutto insensibile alle sue mire ma è solo dannatamente inesperta…

Il fascino di queste buffe e appassionanti micro-vicende anche per un pubblico non strettamente lesbico è che sono assai lontane dal dramma decadente che di solito aleggia nei fumetti di questo tipo (i manga yuri, omologo femminile dei boys love), rimandando piuttosto a certe strisce lesbo-femministe militanti a stelle e strisce, del genere realizzato da Alison Bechdel,ma senza possederne la stessa carica politica. L’autrice riesce infatti nell’intento di stemperare con ironia e ottimismo gli inciampi e i tormenti del tutto verosimili di una lesbica nipponica dei nostri giorni, stretta tra coming-out complicati e relazioni serie da tenere in piedi contemporaneamente alla costruzione del proprio futuro professionale, quando la spensieratezza giovanile dovrebbe lasciare il posto all’assunzione delle responsabilità dell’età adulta. Ad accentuare l’originalità di questo fumetto è il disegno, che rifugge le graziosità leccate dei manga sentimentali col suo robusto segno “underground” istintivo ed essenziale, quasi primitivo, tenendo incollato il lettore alle storie e ai suoi simpatici personaggi senza distrarlo con virtuosismi grafici.

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