Dracula, con una punta di Wilde

18 novembre 2013

Visto il successo ottenuto negli ultimi anni dal revival horror televisivo, era probabilmente fatale che si andasse a serializzare anche un classico inossidabile come il Dracula di Bram Stoker. Ovviamente senza nessuna preoccupazione di aderenza al testo: da nemico giurato Van Helsing diventa persino alleato del vampiro; Renfield si trasforma in un nerboruto maggiordomo afroamericano; Dracula stesso diviene una specie di ingegnere elettrico; Jonathan Harker un giornalista, poi assunto dal conte come assistente per raccogliere indiscrezioni e pettegolezzi su tutti i pezzi grossi di Londra, in modo da favorire senza troppa cura delle buone maniere l’ascesa economica del mostro, che deve vedersela con un’antica congrega di cacciatori di vampiri, l’Ordine del Drago.

Il primo gossip servito al conte riguarda un ricco uomo d’affari che in segreto si porta a letto il figlio di un altro magnate della City. Entrambi, ovviamente, sono membri dell’ordine di cui sopra. La vicenda si sviluppa nel modo più prevedibile, dato il contesto vittoriano (l’episodio è ambientato nel 1896, l’anno successivo al processo contro Oscar Wilde), e cioè con un ricatto di Dracula ai danni dei due (sorpresi in un club privato per soli uomini), l’immediata capitolazione per timore dello scandalo e quindi la morte di entrambi: il più anziano viene giustiziato dagli affiliati dell’Ordine per tradimento (un tradimento consumato per proteggere dalla pubblica gogna il ragazzo), l'altro si toglie la vita per amore. Il tutto si esaurisce in due puntate (la seconda e la terza) e serve solo a fare del padre del giovane il nemico mortale di Dracula (uno dei tanti, in verità). In parallelo, gli sceneggiatori sviluppano la fantasia che vuole Lucy perdutamente innamorata di Mina, più ancora dello stesso Dracula, salvo che Mina non lo capisce nonostante segnali molto evidenti. Il fatto è che ha tutt’altro per la mente, dal momento che vuole diventare medico nonostante le perplessità di tutti gli amici e i colleghi maschi, nonché del fidanzato, e fa da assistente a Van Helsing.

Nulla di particolarmente originale, come del resto modesta per inventiva e realizzazione è la serie stessa, pienamente negli standard narrativi e stilistici correnti, buoni ma ormai tanto notori che, ripetuti senza ambizioni che non siano il vivere della luce riflessa dai successi altrui, vengono presto a noia. Rhys Meyers ha poi il carisma di un calorifero mentre Dracula necessiterebbe di ben altro magnetismo, senza contare che gli effetti di Matrix oggi fanno decisamente sorridere.

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