Masters of Love

27 giugno 2014

La serie drammatizza le vite di William Masters e Virginia Johnson, ginecologo il primo, segretaria, assistente e infine psicologa la seconda, i quali insieme condussero una ricerca sulla fisiologia di centinaia di uomini e donne osservati durante la consumazione di masturbazioni e accoppiamenti. La ricerca, pubblicata nel 1966, permise di sfatare numerose credenze e di accertare un certo numero di fatti, percorrendo una strada diversa (e allora assai discussa) rispetto a quella scelta oltre vent’anni prima da Alfred Kinsey, il quale aveva basato i suoi due famosi “rapporti” solo su interviste.

Le prime puntate posso contare su una certa verve narrativa, garantita soprattutto dallo stridere dell’argomento con il contesto storico: gli inibiti Stati Uniti dei primi anni Sessanta fanno da facile contrasto alle ambizioni di Masters e le occasioni comiche non mancano, legate soprattutto ai personaggi dalla sessualità più estroversa, a cominciare dalla lesbica che apre al medico per i suoi esperimenti il bordello presso cui lavora, sino alle due marchette che illustrano con generosità in cosa consista l’omosessualità.

Il personaggio omosessuale più rilevante è però Barton, il preside della facoltà cui appartiene l’ospedale presso cui Masters è impiegato. Questi ne è in effetti il protégé, e nondimeno quando ne scopre l’orientamento sessuale (grazie alle confessioni di un prostituto) non si fa scrupoli a ricattarlo per farsi finanziare la ricerca.

A questo punto però la serie si è ormai assestata su un tenore di corretta medietà: senza più grandi guizzi, si limita a portare avanti vicende che, a dispetto dell’argomento messo in campo con una certa effervescenza all’inizio della stagione, virano presto sul romanticismo. Una sentimentalità decisamente tradizionale, più che il sesso, diventa così presto l’unico reale fil rouge dell’intreccio. Emblematico è il caso del giovane medico Ethan, che si invaghisce di Virginia dopo averne scoperto la disinibizione a letto, ma la cui vicenda procede poi lungo i binari consueti dell’innamoramento e del desiderio di paternità. È lo stesso per tutti, compresa la moglie di Barton, che si concede a un altro giovane medico, Austin, scoprendo finalmente l’orgasmo, e quindi inevitabilmente si innamora. Il melodramma lega così da un lato le vicissitudini di Virginia e William, con la moglie di quest’ultimo ed Ethan; e dall’altro quelle di Barton e della moglie, di Austin e della giovane marchetta che di Barton è sinceramente innamorato e non ne accetta pertanto il cinismo e la rassegnazione a dover vivere una doppia vita. Barton, dal canto suo, medita di sottoporsi a elettroshock nella speranza di correggere il proprio orientamento sessuale. Da commedia provocatoria Masters of Sex finisce col trasformarsi in una mini-soap politicamente corretta dalla confezione curata ma un po’ troppo monotona per conservare le sue premesse intriganti.

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